Roma, 13 lug. (askanews) – La Cina non punta a costruire una sola SpaceX, ma a schierare un intero “branco di lupi” spaziali contro l’azienda di Elon Musk. Alla superiorità tecnologica e industriale del gigante statunitense, Pechino contrappone una strategia coordinata nella quale grandi gruppi di Stato, società commerciali, amministrazioni locali e mercati finanziari lavorano per accelerare lo sviluppo dei razzi riutilizzabili e delle costellazioni satellitari.
Il primo risultato visibile di questa offensiva è arrivato il 10 luglio nel Mar cinese meridionale. Circa sei minuti dopo il decollo dall’isola di Hainan e la messa in orbita dei satelliti trasportati, il primo stadio del nuovo razzo Lunga Marcia 10B è rientrato verso una piattaforma galleggiante, ha rallentato fino quasi a fermarsi ed è stato catturato da una struttura simile a una rete.
Per la Cina è stato il primo recupero controllato del primo stadio di un razzo orbitale e, secondo i suoi progettisti, il primo al mondo realizzato attraverso una rete. La soluzione permette di eliminare le gambe di atterraggio, riducendo il peso del vettore e aumentando potenzialmente il carico utile. Il gruppo statale China Aerospace Science and Technology Corporation, che ha sviluppato il razzo, punta ora a far volare nuovamente il primo stadio entro la fine dell’anno.








