Interpretazione normativa, cultura aziendale e governance dei dati le principali sfide a un mese dall’entrata in vigore

Roma, 13 lug. – A un mese dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 96/2026, che attua la Direttiva UE 970/2023 sulla Pay Transparency, il tema della trasparenza retributiva è entrato a pieno titolo nella fase di attuazione. Un’azienda su due, in fase di assunzione, comunica già la fascia retributiva dell’annuncio di lavoro. Interpretazione normativa (70%), cultura aziendale (43%) e disponibilità dei dati (20%) rappresentano invece le sfide principali all’applicazione della normativa.

Queste le principali evidenze che emergono dalla Deloitte Pay Transparency instant poll, condotta su circa 100 aziende con l’obiettivo di offrire una prima fotografia delle scelte, delle incertezze e delle priorità emergenti nel primo mese di applicazione della normativa. Il quadro che emerge è quello di un mercato in evoluzione, con approcci aziendali differenziati.

“La norma introduce obblighi di trasparenza lungo l’intero ciclo di vita del rapporto di lavoro, rafforza i meccanismi di controllo sul divario retributivo di genere e rende verificabile la coerenza tra prassi aziendali e principi di equità e non discriminazione. Per i professionisti HR, questo rappresenta un cambio di paradigma: dalla discrezionalità alla accountability sui processi decisionali retributivi” – ha commentato Margherita Masnata, partner global employer services STS Deloitte.