<p>I dazi dell’Unione Europea sulle auto elettriche prodotte in Cina hanno ridotto le importazioni di veicoli assemblati nel Paese asiatico, ma non sono riusciti a fermare l’avanzata dei costruttori cinesi.
Anzi, nonostante le tariffe introdotte da Bruxelles, le elettriche dei <strong>marchi cinesi</strong> continuano a costare in media il 21% in meno rispetto ai modelli prodotti dalle case automobilistiche europee, mantenendo un importante vantaggio competitivo. È quanto emerge da una nuova analisi di <strong>Transport & Environment</strong> (T&E), secondo cui l’Ue dovrebbe ora estendere le misure di difesa commerciale anche alle batterie cinesi per evitare che il continente diventi un semplice mercato di sbocco o un polo di assemblaggio per l’industria automobilistica cinese. </p> <p> </p> <h2><strong>I dazi hanno cambiato le strategie dei costruttori</strong></h2> <p>Lo studio evidenzia che l’introduzione dei dazi ha comunque prodotto alcuni effetti.
Nel primo trimestre del 2026 le auto elettriche prodotte in Cina rappresentavano il 17% del <strong>mercato europeo</strong> delle Bev, in calo rispetto al picco del 22% registrato nel 2024, quando Bruxelles aveva annunciato le misure anti-sussidi. </p> <p> </p> <p>La flessione è stata determinata soprattutto dalla scelta di Tesla, Bmw e Volvo di trasferire parte della produzione dalla Cina agli stabilimenti europei.








