«La terra più furèsta che ci sia in Italia». Così La Niña descrive la Sicilia, dove giovedì 16 luglio tornerà per esibirsi alla Villa Bellini di Catania con il "Furèsta Ita Tour". Dopo i sold out del tour indoor tra Italia ed Europa e la vittoria della Targa Tenco 2025 per "Furèsta", premiato come miglior album in dialetto, la cantautrice napoletana torna dal vivo con una tournée estiva che arriva in un momento di forte crescita e apertura internazionale del suo percorso artistico.
Nel nuovo singolo "Ràreche" racconti le radici non come qualcosa che ci tiene fermi, ma come ciò che permette di partire e poi, eventualmente, tornare. Oggi che la tua musica ti sta portando sempre più lontano da Napoli, senti che il significato di "casa" sta cambiando insieme a te?«Ho un rapporto quasi di dipendenza con la casa. Per me è una sensazione che si può portare con sé e cerco di ricrearla anche quando sono lontana attraverso piccole routine, oggetti o riti serali, come la meditazione. Il tappetino del pilates, per esempio, viaggia sempre con me e occupa molto spazio in valigia! Quello che ho notato nell'ultimo periodo, ed è anche al centro del brano, è che il concetto di casa viene violentato ogni giorno. Basti pensare a quante case, popolazioni e civiltà vengono rase al suolo. Il valore salvifico delle radici che ho provato a omaggiare vuole dare speranza a chi non può più godere della propria casa: voglio immaginare che nel sottosuolo possa esserci il principio di una rinascita e di nuove consapevolezze».






