LAMON (BELLUNO) - Paese in festa, oggi, per i 110 anni di Luigia Maria Cavallari, la cittadina più anziana dell'altopiano ma anche la seconda dell'intero Veneto dopo Maria Pregnolato, di Adria, che la "batte" per soli quattro mesi. Una ricorrenza da record a cui l'amministrazione comunale, le associazioni di volontariato e i compaesani renderanno omaggio organizzando più momenti di allegria a cui è stato invitato, tra gli altri, anche il governatore Alberto Stefani. «Per la nostra comunità - afferma il vicesindaco Gino Pante - è una ricorrenza straordinaria che merita tutti gli onori del caso».

La figura Maria, com'è chiamata abitualmente la donna, vive nella propria casa di via Beccaroi seguita dalle figlie Paola e Maria Teresa e da altri famigliari. È appassionata di sport, soprattutto ciclismo e calcio, tant'è che in questo periodo di grossi eventi ha l'imbarazzo della scelta. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata una giornata ricca di televisione - racconta -. Ho seguito una parte della tappa del Tour de France tra Malemort e Ussel e mi è piaciuta. Ma la mia corsa di biciclette preferita è la Milano-Sanremo perché attraversa i luoghi dove ho trascorso l'infanzia e dove ho ancora tanti parenti. Ho visto anche la partita Argentina - Svizzera. Non tifavo per nessuna delle due squadre perché nel mio cuore c'è l'Italia: peccato non abbia partecipato». Restando in ambito "pallone", Maria ricorda quando il calcio lo seguiva con il marito Luigi. «Lui era tifoso del Torino - ricorda - ma poi si era appassionato anche del Bologna». L'ultracentenaria, lucida e dall'ottima memoria, si interessa anche di politica, manifestando da sempre attenzione tanto per le vicende nazionali quanto per quelle locali. E di paesano ha a cuore anche le sorti delle tradizioni, come ad esempio quella del "majo" che a Lamon si festeggia con spirito benaugurante ogni primo maggio. Il passato Luigia Maria Cavallari è nata il 13 luglio 1916 a Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza, figlia di Giuseppe Giacomo Francesco Cavallari e di Anna Resenterra, originaria di Lamon. I genitori si conobbero in Svizzera dov'erano emigrati negli anni '10 del Novecento: il padre lavorava come muratore mentre la madre svolgeva l'attività di venditrice ambulante, portando sulla schiena una cassa con mercerie e minuterie. «Nel lessico lamonese - spiega Pante - questa attività era conosciuta con il termine di "kromera" e all'epoca era praticata da molte donne lamonesi trasferitesi in Svizzera. Ecco perché la storia della famiglia di Maria racconta anche una pagina importante della nostra emigrazione». Dopo aver vissuto a Borgonovo fino all'adolescenza, Maria raggiunse la famiglia d'origine materna a Lamon, dove si occupò dei fratelli mentre i genitori continuavano a lavorare in Svizzera. Il 19 aprile 1947 sposò Luigi Resenterra con il quale ebbe due figlie. «Per Lamon - conclude il vicesindaco - si tratta sì di un momento di festa ma anche di riconoscenza e di memoria: la vita di Maria attraversa più di un secolo di storia e rappresenta un legame profondo con le radici, il lavoro e la comunità».