Newcleo accelera sulla quotazione al Nasdaq e deposita alla Sec i documenti per la fusione con la Spac NewHold Investment Corp III, società esente delle isole Cayman e già quotata sul listino Usa. Un passaggio necessario per implementare il progetto annunciato un mese fa dalla start up del nucleare di quarta generazione, che punta a sbarcare a Wall Street entro fine anno con una valutazione di 2,4 miliardi di dollari.
Il rosso di bilancio sale a 140 milioni
Il documento è ricchissimo, centinaia e centinaia di pagine che illustrano il percorso dei prossimi mesi, il business di Newcleo e – come da prassi per i prospetti – gli elementi di rischio, ma soprattutto alzano il velo sul bilancio 2025. Il rosso di bilancio passa dai 110 milioni del 2024, anno in cui era stato adottato un piano conservativo, a 140 milioni. Di conseguenza, si legge nel documento, le perdite accumulate da Newcleo dall’inizio della propria avventura arrivano a 324 milioni. Alla luce di queste cifre e di questo trend, i revisori – non più PwC ma Gran Thornton – rinnovano l’allerta per la continuità aziendale.
Il potenziale innovativo
Chiaro, come tutte le aziende fortemente innovative i primi anni sono i più difficili: richiedono tanto capitale – per Newcleo la stima è dai 3 ai 4 miliardi – prima di andare a break even e sul punto il suo fondatore, Stefano Buono, è sempre stato chiaro. Tanto più che la sua idea è potenzialmente rivoluzionaria sotto il profilo di tecnologia e costi: mini reattori raffreddati al piombo e un combustibile realizzato con il “riciclo” delle scorie dei vecchi impianti. In sostanza la soluzione perfetta per il trilemma energetico. E’ anche vero che non è l’unica start up della quarta generazione nucleare: l’arena è ricca di potenziali competitor; senza dimenticare che la terza generazione avanzata, cioè i reattori che usano tecnologie tradizionali ma con i vantaggi delle dimensioni ridotte e della modularità potrebbe andare a dama, commercialmente parlando, già verso fine decennio. E tuttavia Newcleo – secondo alcuni esperti – avrebbe le carte in regola per un percorso di successo, a partire dagli Usa, oggi il mercato più fertile per il “nuovo” nucleare: a dimostrarlo ci sono gli accordi con Oklo e il fatto di essere stati selezionati dal Dipartimento Usa per usare il plutonio a fini civili.






