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Arriva il complottismo (sono stati i fascisti o forse la mafia) per spiegare i suoi rapporti con Lavitola. In realtà lo sappiamo da un’inchiesta della procura. Abituati a condannare prima del processo, ora urlano l’innocenza

Nella “storiaccia” Ranucci-Lavitola, di cui attendiamo, come è giusto, notizie dalle indagini in corso, c’è un aspetto che mi ha molto colpito e che è rimasto confinato sullo sfondo della rovente polemica che appassiona adoratori e detrattori di Sigfrido Ranucci. Premetto che non sono un estimatore né del modello di giornalismo né dell’uomo Ranucci. Ma questo è certamente un mio problema, essendo stato negli anni vittima del randello mozzaorecchie di Report, ed essendo ancora in attesa di un servizio che racconti anche com’è finita la mia vicenda giudiziaria.