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Paolo Centofanti

Il programma spaziale cinese viaggia spedito verso la realizzazione di un suo sistema di lancio riutilizzabile. Recuperato il primo stadio del nuovo razzo Long March 10B, che è atterrato integro su una piattaforma con un particolare sistema di "presa al volo"

Il 10 luglio è decollato in Cina un razzo Long March 10B e per la prima volta il primo stadio è rientrato alla base dove è stato recuperato per un futuro riutilizzo. È la prima volta che la serie di lanciatori cinese Long March raggiunge questa pietra miliare e in generale è il primo recupero di un primo stadio completato con successo da parte dell’industria aerospaziale cinese. Il lancio era parte di una missione commerciale vera e propria, che ha visto la messa in orbita di un satellite sperimentale per China Satellite Network Group, ed è stato anche il primo lancio di un razzo di grandi dimensioni dallo spazioporto commerciale di Hainan.Il razzo è rientrato con una discesa verticale, circa 6 minuti dopo la separazione del secondo stadio. L’atterraggio è avvenuto su una piattaforma galleggiante al largo, e ha visto l’impiego per la prima volta una tecnica molto particolare per l’aggancio del razzo che l’agenzia spaziale cinese definisce "un sistema di cattura a rete": lo stadio è stato infatti catturato da un reticolo di cavi in acciaio che si è chiuso intorno al razzo mentre questo completava la manovra di avvicinamento, sostenendolo poi per gli alettoni. In un comunicato, si spiega che si punta a testare il riutilizzo dello stadio entro la fine di quest’anno.Il razzo Long March 10B, progettato e sviluppato dall'Accademia Cinese di Tecnologia dei Veicoli di Lancio (CALT) per conto della China Aerospace Science and Technology Corporation, ha un diametro di 5 metri ed un’altezza complessiva di 63 metri ed è in grado di portare in orbita bassa, mantenendo la riutilizzabilità del primo stadio, un carico di fino a 16 tonnellate. Il primo stadio mantiene le specifiche di quello del razzo Long March 10A e utilizza come propellenti cheresone e ossigeno liquido, mentre i propulsori del secondo stadio utilizzano ossigeno e metano liquidi, esattamente come Starship di SpaceX.