Per la prima volta la Cina ha recuperato il primo stadio di un razzo lanciato nello spazio. Lo storico traguardo di Pechino colma il gap con gli USA: SpaceX, la compagnia aerospaziale di Elon Musk, recupera i razzi da quasi 11 anni.
Il primo stadio del razzo cinese atterra sulla piattaforma galleggiante. Credit: CCTV/Screenshot Youtube
La Cina è riuscita per la prima volta a recuperare con successo il primo stadio di un razzo lanciatore, nello specifico il Long March-10B. Si tratta di un risultato storico per Pechino, dato che i razzi riutilizzabili rappresentano un asset strategico di enorme importanza nella rinnovata corsa allo spazio. Sono trascorsi quasi 11 anni – era il 22 dicembre del 2015 – quando SpaceX, la compagnia aerospaziale privata del magnate sudafricano naturalizzato statunitense Elon Musk, riuscì a recuperare il primo stadio del razzo Falcon 9 v1.2. Da allora l'azienda americana ha iniziato una marcia inarrestabile e oggi, in stretta collaborazione con la NASA, rappresenta il principale attore mondiale nei lanci spaziali dopo aver tagliato innumerevoli primati.
Buona parte del successo di SpaceX è legata anche alla tecnologia dei razzi riutilizzabili, che permettono un enorme risparmio di denaro e un maggior numero di lanci in un dato lasso di tempo. Sebbene la tecnologia della società di Musk sia rodata da tempo, non è stato facile replicarla. Solo di recente è stato recuperato per la prima volta il primo stadio del razzo New Glenn di Blue Origin, la compagnia aerospaziale di Jeff Bezos. Ora anche il Dragone ha conquistato questo prezioso traguardo, che assieme agli altri successi – come la raccolta dei primi campioni di roccia dalla faccia nascosta della Luna – lo pone come superpotenza mondiale anche nel campo delle operazioni spaziali. Il Long March-10B protagonista dello storico recupero era stato lanciato venerdì 10 luglio dal sito di lancio per veicoli spaziali commerciali di Wenchang, nella provincia di Hainan (Cina meridionale). Dopo il lift-off dalla piattaforma e il raggiungimento della quota prestabilita, il primo stadio si è separato correttamente dal secondo; circa 6 minuti dopo è rientrato su una gigantesca piattaforma galleggiante, una nave robotizzata dotata di una imponente impalcatura a torre per “intrappolare” il razzo. Tutto ha funzionato alla perfezione: decelerazione, inerzia e assetto del primo stadio.











