Oggi l’esposto contro il conduttore. Il partito di Meloni è convinto che le puntate contro la giunta del Lazio siano collegate allo stop agli affari di Lavitola a Viterbo

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Si allarga il fronte dello scontro tra i meloniani e Mr.Report. Da una parte Fratelli d’Italia, un partito convinto che alcuni servizi di Report contro il centrodestra laziale e la giunta della Regione Lazio siano state imbeccate dal faccendiere Valter Lavitola. Dall’altra Sigfrido Ranucci, che ieri ha messo le mani avanti rivolgendosi in via diretta ai meloniani: «Nessuna inchiesta di Report è stata condizionata da Lavitola, l’esposto di Fdi si basa su presupposti del tutto errati». Il conduttore di Report si è messo a fare l’aruspice. Se non altro perché l’esposto ancora non esiste.L’iniziativa, che è stata annunciata due giorni fa, è in fase di preparazione. Oggi dovrebbe essere il giorno in cui i dirigenti di Fdi Lazio si siederanno al tavolo con gli avvocati per stilare l’atto con cui segnalare elementi all’autorità giudiziaria. Il fatto che Ranucci sostenga che l’esposto sia infondato non preoccupa gli ambienti di via della Scrofa. Qualche elemento è noto: Fratelli d’Italia ha detto più volte «no» all’ampliamento dell’eolico nella Tuscia.Uno studio tecnico promosso dall’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini (foto) sottolinea come il 54,14% degli impianti fotovoltaici laziali interessi proprio la provincia di Viterbo. Anche in prospettiva, è previsto che la Tuscia copra per il 70% le necessità dettate dalla transizione energetica nella regione. Insomma, spazio per ulteriori progetti non ce n’è. E Fratelli d’Italia, a vari livelli, lo ha ribadito con forza. Solo qualche giorno fa, il Consiglio dei ministri ha bloccato un progetto che prevedeva l’installazione di 13 pale alte 200 metri tra Viterbo, Montefiascone e Celleno. Proprio le energie rinnovabili sarebbero uno dei business di Valter Lavitola, indagato come mandante dell’attentato subito dal conduttore di Rai3 ma legato a quest’ultimo da un rapporto amicale su cui si sta concentrando anche l’attività degli inquirenti. Certo, Giancarlo Righini è finito più volte al centro delle puntate di Report.Lo stesso destino è stato riservato al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, per non parlare delle volte in cui la trasmissione di Ranucci si è interessata in maniera critica del governatore della Regione Lazio Francesco Rocca. Ranucci, dopo la batosta della perquisizione all’«amico» faccendiere, prova a rilanciare.Per Mr.Report, il fatto che nessuna inchiesta del programma di Rai3 sia stata condizionata da Lavitola può essere testimoniato. È la «squadra» di Report a poterne dare conferma. Due giorni fa, il parlamentare di Fdi Massimo Ruspandini è andato oltre alla questione dell’eolico nel viterbese. Il deputato laziale si è domandato se dal faccendiere siano arrivati anche suggerimenti sulla «strategia difensiva» di Ranucci: «Apprendiamo - ha dichiarato Ruspandini -, che il servizio di Report riguardante il cantiere navale Vittoria di Rovigo, indicato dallo stesso Ranucci come la causa dell’attentato da lui subito, insinuando perfino collegamento con Fratelli d’Italia, sarebbe stato suggerito da Lavitola». È stato «Valterino» a suggerire a Mr.Report di associare la bomba esplosa dinanzi l’abitazione di Pomezia a Fratelli d’Italia? È stato Lavitola a consigliare di associare a quel terribile gesto il parlamentare casertano Gimmi Cangiano?