Nuova Roma, vecchia Roma. Almeno in campo. Perché fuori, nel giorno del raduno, qualche volto nuovo c'è, dal direttore sportivo D'Amico al responsabile medico Del Vescovo che peraltro è un ritorno, dal responsabile del settore giovanile Margiotta al preparatore atletico Pilati vecchia conoscenza del Gasp con cui ha lavorato quando il tecnico sedeva sulla panchina del Genoa. Per il resto stessa spiaggia, stesso mare. Come ha sottolineato anche l'allenatore nella sua prima intervista stagionale, visto che il mercato fin qui è rimasto fermo, condito sì di mille chiacchiere e sussurri, ma fatti zero, nessun nuovo arrivo, giusto un paio di rinnovi (Dybala e Celik) più un terzo in arrivo (Pellegrini).
Un anno fa di questi tempi la situazione era più o meno simile e il Gasp era già un vulcano in eruzione con tanto di stoccate nei confronti della società (e lì cominciarono i problemi prima con il ds Massara e poi con il consulente della proprietà Ranieri). Ora pare meno vulcanico, forte di una qualificazione Champions che rende tutti più sicuri (pure i conti del prossimo bilancio), ma soprattutto dalle garanzie che gli sono state assicurate dalla proprietà, attesa nelle prossime ore a Trigoria. Anche, se non soprattutto, per dare un'accelerata alle operazioni in entrata per migliorare e completare una Roma che vuole provare ad alzare l'asticella, quindi puntare alle prime due posizioni con tutti i pensieri meravigliosi che si possono fare a proposito.








