Sono oltre 306 i milioni di incassi che grazie agli autovelox sono confluiti nelle casse del comune di Potenza; negli ultimi 5 anni vertiginosi gli aumenti che nel 2026 dovrebbero essere mitigati da nuove regole
Oltre 306 milioni confluiti nelle casse comunali grazie agli autovelox negli ultimi cinque anni. Un dato che si ferma al 2025 e che, nel 2026, dovrebbe in teoria essere mitigato dalle nuove regole, entrate in vigore dalla mezzanotte del 12 luglio proprio per regolamentare al meglio l’efficienza e, soprattutto, l’equità delle macchinette di rilevamento elettronico della velocità, vigilando sulla sicurezza stradale senza che, tuttavia, le amministrazioni locali finiscano per trarne più giovamento del giusto. Nel frattempo, però, il Codacons fa i conti e, nella zona altissima della graduatoria dei Comuni con gli incrementi maggiori in termini di introiti nel 2025, con un +142% sul 2021 che non vale il primato assoluto (certificato da Firenze con un +407%) ma, di sicuro, una spinta di tutto rispetto alle casse del Comune.
Una percentuale, quella certificata dal Codacons, che non giova al capoluogo lucano, già al centro delle polemiche per il ripristino effettivo, qualche settimana fa, del famigerato autovelox di Varco d’Izzo, tornato in funzione nonostante le promesse in campagna elettorale. Una macchinetta finita più volte al centro della bufera, addirittura oggetto di una potenziale richiesta referendaria per la rimozione definitiva, eppure regolarmente rientrata a pieno ritmo dopo l’interruzione provvisoria, a partire da metà ottobre 2025, per lo svolgimento dei lavori di Anas per la riqualificazione della piattaforma stradale. Dunque, uno stop momentaneo che ha spostato poco o nulla per i lucani, non giovando al rispetto di quanto promesso dalla Giunta Telesca durante la fase elettorale.











