I display basati su punti quantici rappresentano da tempo una delle tecnologie più promettenti per ottenere immagini caratterizzate da colori estremamente puri, elevata luminosità e consumi energetici ridotti. Nonostante queste potenzialità, la diffusione dei QD-LED (Quantum Dot LED) alimentati elettricamente è rimasta limitata da un problema fondamentale: una durata operativa insufficiente, soprattutto per i dispositivi che emettono luce blu.
Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), in collaborazione con il Samsung Advanced Institute of Technology (SAIT), ha ora individuato sia le cause del fenomeno sia una possibile soluzione pratica. I risultati, pubblicati sulla rivista Science Advances, mostrano come l'incapsulamento dei QD-LED mediante una resina a base acrilica possa incrementarne in modo significativo stabilità e durata, arrivando in alcuni casi a un miglioramento superiore a 5.000 volte.
I quantum dot sono nanoparticelle semiconduttrici progettate per emettere luce con una lunghezza d'onda estremamente precisa. Questa caratteristica permette di ottenere colori più saturi e accurati rispetto alle tecnologie convenzionali, rendendoli già oggi protagonisti di alcuni dei televisori e monitor di fascia alta. Attualmente, però, nei display commerciali i punti quantici vengono generalmente eccitati attraverso una retroilluminazione, mentre la versione più avanzata, nella quale ogni punto quantico viene alimentato direttamente da corrente elettrica, non è ancora arrivata sul mercato.








