In occasione del seminario Experts meet the Experts di TCL Europe, abbiamo avuto modo di mettere finalmente le mani (e gli occhi) sul nuovo top di gamma di TCL con i "super quantum dot" che l'azienda ritiene superiore agli RGB Mini LED. È davvero così? I primi test ci dicono che non ha tutti i torti

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Paolo Centofanti

TCL Europe ci ha invitati al suo annuale evento "Experts meet the Experts" in cui il team europeo di sviluppo prodotto guidato da Marek Maciejewski scende in grande dettaglio nelle caratteristiche tecniche dei nuovi modelli, una cosa purtroppo sempre più rara nel panorama odierno delle aziende di elettronica di consumo. Per noi non è stata solo l'occasione per apprendere nuovi dettagli sui prodotti, ma anche effettuare alcuni test, in particolare sul nuovo SQD-Mini LED X11L, il nuovo TV top di gamma di TCL che con ogni probabilità, vista la disponibilità solo in tagli di grande formato, non avremo possibilità di provare nei nostri laboratori (mai dire mai però).Il focus della presentazione è stata naturalmente la nuova gamma SQD-Mini LED, di cui abbiamo già ampiamente parlato nelle scorse settimane qui su DDay.it, l'ultima volta in occasione della nostra visita esclusiva al quartier generale di Shenzhen. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che mentre la maggior parte dei produttori hanno lanciato come top di gamma modelli di TV LCD con retroilluminazione RGB per ottenere un gamut colore ancora più ampio, TCL ha scelto di offrire oltre a due serie RGB Mini LED anche modelli denominati SQD-Mini LED che ritiene persino superiori, basati su nuovi quantum dot più performanti (da cui Super Quantum Dot) oltre a nuove migliorie sia lato pannello LCD che retroilluminazione.E proprio alcuni dettagli del funzionamento della retroilluminazione, la sua gestione e la pipeline del processing video, sono stati oggetto di interessanti approfondimenti che hanno consentito di farci un'idea più chiara dei miglioramenti apportati sulla nuova gamma di TV, anche a livello di differenze tra una serie e l'altra.La potenza è nulla senza controllo: la retroilluminazione ora si controlla a 26 bitRiassumendo in breve le novità di quest'anno, ricordiamo che TCL quest'anno vede nella fascia medio-alta della gamma TV il lancio delle nuove serie SQD-Mini LED C7L, C8L e X11L e RGB Mini LED RM7L e RM9L. Al di là delle differenze in termini di design e di caratterstiche come luminanza di picco e zone di local dimming, ci sono altri importanti dettagli che le distinguono l'una dall'altra, a cominciare dal SoC utilizzato.Dalla tabella sopra riportata, si evidenzia ad esempio come le serie C7L e RM7L montino un processore MediaTek Pentonic 700, mentre le serie C8L, RM9L e X11L utilizzano il più nuovo Pentonic 800. Non solo. I modelli SQD-Mini LED C7L e C8L utilizzano il SoC MediaTek anche per la gestione della retroilluminazione, mentre la serie RGB Mini LED RM7L ha bisogno di un SoC secondario e le serie RM9L e X11L, che montano fino a circa 20.000 LED, hanno bisogno addirittura di un FPGA dedicato. Solo i modelli dotati di SoC Pentonic 800 inoltre riceveranno l'aggiornamento per il Dolby Vision 2, che arriverà verso la fine dell'anno, per quanto TCL non si aspetta grande disponibilità di contenuti per tutto il 2027. Peraltro, nella prima fase, si tratterà di semplice conversione automatica dal Dolby Vision "normale".La pipeline principale di video processing.Dettaglio delle funzioni basate su machine learning e in quali preset sono attive.Un dettaglio forse poco conosciuto ai più, è che in presenza di un segnale HDR, come prima cosa il video viene convertito dopo l'opportuno tone mapping - la mappatura cioè al gamut nativo e alla luminanza di picco del display -, in un segnale con gamma 2.2 a 12 o 14 bit, e da lì in poi tutto il processing video avviene in questo dominio. Si tratta di una strategia che consente di ottimizzare l'elaborazione con SoC che non sono abbastanza potenti per effettuare elaborazioni in virgola mobile. Secondo TCL, ci vorranno ancora diversi anni prima che i chipset dei TV consumer possano offrire algoritmi di miglioramento delle immagini in tempo reale di livello comparabile delle migliori soluzioni offline di oggi basate su machine learning.Un aspetto interessante a livello di funzionamento della nuova gamma di TV è che nell'ultimo step di elaborazione prima della visualizzazione dell'immagine, TCL riporta il segnale in dominio PQ, la curva del formato HDR, una scelta dettata dalla maggiore dinamica offerta dalla retroilluminazione mini LED. Il segnale viene qui scomposto in due, creando un flusso a 10 bit per il pannello LCD e uno a 16 bit per la retroilluminazione. I due "layer" sono elaborati per ottimizzare l'immagine complessiva compensando le imperfezioni dovute a diverse fattori tra cui il modo in cui la retroilluminazione può creare aloni. Lo scorso anno, per i TV con una luminanza di picco superiore ai 2000 nit, TCL utilizzava un pilotaggio dei LED della retroilluminazione a 23 bit, ripartiti 12 bit in PWM (Pulse Width Modulation) per i bassi livelli di intensità dove la nostra vista è meno sensibile al flickering, e 11 bit in DC (Direct Current) per quelli più elevati. Quest'anno, con il crescere della luminanza di picco dei nuovi modelli, TCL ha aumentato la precisione a 26 bit, con 16 bit di precisione in PWM e 10 bit in DC.Numero di LED, zone di dimming effettive e zone di contrasto a confronto. Per zone di contrasto si intendono le aree effettivamente percepibili sull'immagine con gli algoritmi di pilotaggio delle zone indipendenti.A livello di zone di local dimming è dove c'è la maggiore differenza tra RGB mini LED e SQD-Mini LED. Come già avevamo visto negli approfondimenti precedenti, oggi non è economicamente sostenibile avere in un RGB mini LED un numero di zone effettive pari a quello dei mini LED tradizionali. Il confronto ad esempio sui modelli da 98" parla da solo: guardando alle zone di contrasto, vale a dire non la singola zona modulabile, ma come viene effettivamente attivata in relazione a quelle circostanti negli algoritmi di pilotaggio, il top di gamma SQD-Mini LED offre un ordine di grandezza in più, mentre il C8L ottiene lo stesso numero di zone di contrasto effettive dell'RGB top di gamma, ma con un terzo dei LED.In alto a sinistra retroilluminazione mini LED standard, a destra la retroilluminazione del nuovo X11L, in basso a desta quella del nuovo RM9L e in basso a sinistra quella del nuovo RM7L.Dal punto di vista delle caratteristiche della retroilluminazione dei vari modelli mini LED, TCL è molto trasparente e ha rilasciato questa tabella con dovizia di dettagli per ciascun modello.Il nuovo SQD-Mini LED si spinge davvero oltre il 90% del BT.2020, anche senza LED RGBLa curiosità era evidentemente molta soprattutto per quanto riguarda il gamut del nuovo top di gamma SQD-Mini LED. Tutti i produttori di TV RGB mini LED (nelle varie declinazioni) promuovono la copertura più o meno completa dello spazio colore BT.2020 come uno dei maggiori principali benefici di quella tecnologia, per cui verificare quanto TCL riesca davvero a fare lo stesso con una retroilluminazione con soli LED blu e quantum dot è particolarmente interessante. Durante l'evento, abbiamo avuto modo di testare un esemplare di X11L da 75 pollici e di poterne misurare spettro e color gamut.Il grafico, realizzato con Calman di Portrait Displays, mostra la distribuzione spettrale del TCL X11L, in cui si ben evidenzia come le componenti primarie abbiano in effetti una campana molto stretta, frutto della combinazione tra i nuovi quantum dot verde e rosso e i nuovi filtri colore del pannello LCD WHVA 2.0 Ultra di CSOT. La separazione tra il verde e il rosso è netta, mentre l'emissione sul blu si allarga in modo più evidente verso il verde, ma con un crosstalk comunque limitato. Il picco di emissione per il blu e il rosso non sono poi perfettamente allineati con le lunghezze d'onda definite per i primari nello standard BT.2020, mentre il verde ci è piuttosto vicino.In ogni caso ciò è quanto basta per riuscire ad ottenere un gamut pari a circa il 92% del BT.2020 sul diagramma CIE 1976 u'v' e dell'88,7% su quello CIE 1931 xy. Non siamo al 100% premesso, ma del resto dai dati disponibili fin qui, nemmeno i TV con retroilluminazione RGB ci arrivano per davvero: per avere un'idea, il top di gamma micro RGB R95H di Samsung, da quello che abbiamo visto fin qui offre percentuali di copertura molto simili.Per quanto riguarda la capacità luminosa dello schermo, il nuovo X11L ha effettivamente una potenza di riserva senza pari. Durante questa preview non avevamo con noi strumenti capaci di reggere il picco di luminanza di questo televisore, con il nostro colorimetro che è andato a saturare a 6500 nit. Va detto che il comportamento del TV cambia significativamente in funzione delle impostazioni di menù relativamente al parametro "luminanza di picco" e che il massimo viene raggiunto comunque per finestre non superiori al 5% e per pochi secondi, poi interviene il limitatore. Sulle canoniche finestre del 10%, in Filmmaker Mode e quindi con punto di bianco "caldo", abbiamo misurato un picco di circa 4300 nit in modalità "potenziamento" per l'appunto, che a pieno schermo produce un picco di luminanza di circa 660 nit.Durante l'evento non abbiamo avuto sufficiente tempo per svolgere ulteriori approfondimenti a livello strumentale, preferendo dedicare il resto della sessione alla visione di contenuti per farci un'idea della resa a livello di controllo della retroilluminazione di questo top di gamma. Abbiamo utilizzato per i nostri test alcune clip demo e contenuti dalle principali piattaforme di streaming e le prime impressioni sono decisamente positive.Non abbiamo dedicato molto tempo alla visione di contenuti SDR, ma solo perché qui TCL ha già da tempo raggiunto risultati straordinaria con la sua tecnologia di local dimming. In HDR le cose si fanno invece sempre più complicate, perché con la necessità di gestire luci ben più forti, contenere eventuali aloni e mantenere neri più profondi è più difficile. Il nuovo SQD-Mini LED X11L ci ha però per lo più convinto riuscendo a gestire in modo eccellente molte delle scene più difficili. Nelle sequenze più estreme, pensiamo alla puntata di The Sandman in cui Orfeo scende nell'Ade, abbiamo notato un livello del nero non sempre perfetto, un quadro leggermente slavato, un lieve alone intorno alla figura illuminante e anche un livello del nero rialzato sulle strette bande nere. Abbiamo notato anche alcune strane striature verticali, ma TCL ci ha avvisato che questa e le altre imperfezioni sono dovute all'implementazione del Dolby Vision non ancora definitiva e su cui Dolby sta lavorando. E in effetti la resa con contenuti HDR10 ci è parsa decisamente migliore sulle basse luci durante la nostra visione. Va da sé che la riserva di dinamica di questo X11L è davvero senza pari, tanto che la visione in sala oscurata di contenuti HDR molto aggressivi una sfida per i propri occhi. La cosa che ci è piaciuta di più è però che carrellando tra scene a diversi livelli di APL, il TV non ha mai perso di profondità, mantenendo un livello di microcontrasto davvero difficile da ritrovare in generale sui TV mini LED. Di certo siamo dalle parti di un prodotto di riferimento come il Bravia 9 di Sony, ma con maggiore dinamica, un migliore angolo di visione e anche un pannello che ci è parso non soffrire di particolari problemi di tempi di risposta. Permangono alcune imperfezioni su cui TCL deve ancora lavorare. La riproduzione di contenuti 24p con app come Netflix non è ancora perfetta e ogni tanto ci sono dei microscatti ben visibili se non si ingaggia la motion interpolation che però anche nell'impostazione più "cinematografica" risulta un po' artificiosa. Migliore la riproduzione con il lettore multimediale che abbiamo usato per le nostre clip di test, ma non è il caso di utilizzo tipico di un utente comune. Per questo first look non abbiamo avuto sufficiente tempo anche per un ascolto del sistema audio integrato, per cui sospendiamo il giudizio.Ma è davvero apprezzabile un color gamut prossimo al BT.2020?La domanda che in molti si fanno è quanto sia effettivamente desiderabile spingere il color gamut di un TV oltre lo standard P3 e così vicino a quello dello standard BT.2020, che ingegneristicamente parlando è stato concepito più come un "contenitore" a prova di futuro per codificare al suo interno spazi colore "wide gamut" di oggi e di domani, che come standard colore vero e proprio per i display. Senza contare che la stragrande maggioranza dei contenuti home video vengono masterizzati con un color grading in P3. Nel corso dell'evento, però, TCL ha provato a mostrare come grazie all'avvento di TV come gli SQD-Mini LED e RGB mini LED esista la possibilità di sfruttare un gamut più ampio del P3 e di goderne la differenza.Per farlo ha allestito un'ingegnosa demo mostrando una serie di contenuti con colori che valicano i confini dello spazio colore P3 sui vari modelli delle gamme mini LED, SQD-Mini LED e RGB mini LED, e visualizzando con un analizzatore di segnale in tempo reale per ogni fotogramma quale zona contenesse quali colori e con quale intensità. La maggior parte dei contenuti erano stati masterizzati appositamente per sfruttare lo spazio BT.2020, con alcuni rossi e verdi estremamente saturi. Scopo della demo dimostrare che avere colori molto saturi non significa necessariamente riprodurre immagini innaturali, anzi. Un aspetto interessante che è emerso è che tra le clip mostrate quelle che sfruttavano in modo più insistente il color gamut esteso lo facevano soprattutto nella regione dell'azzurro e del ciano, per presentare cieli molto intensi e più realistici o i colori del mare. E non è forse un caso che TCL CSOT, come BOE, abbiano mostrato i primi display LCD con subpixel ciano. Per onestà intellettuale dobbiamo però anche dire che le differenze tra un TV e l'altro, pur ben visibili ad un occhio esperto, sono del tipo rilevabili solo in comparative dirette di questo tipo e crediamo difficili da apprezzare da parte del consumatore anche esigente. I TV HDR sono oggi sottoutilizzati rispetto alle loro capacità e un TV con una buona copertura dello spazio colore P3 offre già una gamma cromatica tale per cui tutto ciò che va oltre rientra nella sfera degli inafferrabili "marginal gains". Più significativa invece l'evoluzione della retroilluminazione Mini LED dalla sua introduzione a oggi in termini di rapporto di contrasto, dinamica e profondità. Un'ulteriore demo allestita da TCL Europe all'evento con quattro Mini LED, dal primo lanciato da TCL nel 2018 ai modelli odierni, mostrava un balzo davvero notevole.