I dati del sondaggio 2026 Bain & Company-Aniasa evidenziano un divario insostenibile: in 13 anni i listini sono cresciuti del 52%, mentre i redditi poco più della metà.

Se c’è una certezza nel panorama della mobilità italiana, è che lo stretto legame tra i cittadini e le quattro ruote non si è affatto spezzato. L'auto resta il fulcro imprescindibile degli spostamenti quotidiani per oltre tre italiani su quattro (76%), distaccando sia l'utilizzo del trasporto pubblico (52%) sia quello delle due ruote a motore (50%). Al contrario, le soluzioni di sharing mantengono ancora un ruolo prevalentemente occasionale, fermandosi a una quota del 13%. Il vero problema odierno, dunque, non risiede nella volontà o nella necessità di guidare, ma nell’accessibilità economica: comprare una vettura nuova è diventato ormai un lusso per pochi.

La forbice dei prezzi e la crisi del potere d'acquistoQuesti sono i numeri emersi dall'edizione 2026 dell'indagine condotta da Bain & Company in collaborazione con Aniasa, l’Associazione che rappresenta nel sistema Confindustria le imprese che svolgono attività di noleggio veicoli, car sharing e servizi collegati alla mobilità. Il dato più sconfortante è quello relativo alle mensilità necessarie, in media, per mettersi in garage una vettura nuova: sono 11 contro le 5 del 2000. Questo dimezzamento del potere d’acquisto è il risultato di una forbice che si è allargata costantemente nell'ultimo decennio, a partire dal prezzo medio delle automobili impennato del 52% dal 2013 a oggi. Dagli stop agli approvvigionamenti post-pandemia alla carenza di chip, ma anche – in Europa – l’introduzione di costosi sistemi di sicurezza obbligatori. Per non parlare della progressiva elettrificazione della gamma e lo spostamento strategico dei costruttori verso i segmenti più alti della gamma, ridimensionando quelli delle vetture compatte e delle citycar tradizionali, storicamente più accessibili. Se ci aggiungiamo un’inflazione galoppante che ha colpito tutti i beni di consumo e redditi familiari che, nello stesso arco temporale, hanno avuto una crescita reale appena del 29%, il quadro è a tinte fosche.