Arrivano in monopattino da corso Venezia. Tagliano la strada a piedi dalla Lidl. Scendono dal pullman in via Cigna. La cittadella della droga è qui. L’ingresso principale è un viale sterrato assolato. La puoi osservare da quattro lati e anche dall’alto, la Tossic park di Torino che ora, da qualche giorno, è diventata una tendopoli. Sono molti di più rispetto a prima, non è chiaro il perché. E sono più nervosi. Fischi, grida, sguardi in cagnesco, altolà. Sono in allerta i pusher e i clienti che qui trovano ogni tipo di sostanza. Polizia e carabinieri sono già passati tre volte. Ed è domenica. Per la precisione, è domenica 12 luglio, sono le 17 passate e parco Sempione è affollato di gente all’erta. Tre giorni fa i carabinieri hanno fatto irruzione nell’area delle piscine comunali, abbandonate da quattro anni, e hanno arrestato quattro persone. Due erano a terra. Uno con la testa spaccata, l’altro con una ferita aperta. L’arresto è avvenuto per il reato di rissa. La pm Laura Ruffino ha disposto il carcere per tutti. Rissa al parco Sempione: cosa è successo Ma erano molti di più di quattro. Almeno una ventina, dicono. È stato un pestaggio spietato. Con bastoni, bottiglie di vetro e tavole di legno usate come armi. Per terra sono rimasti i pezzi fotografati e finiti agli atti. Quello che è successo non è stato normale. È stato qualcosa che ha segnato la fine di un equilibrio precario. Sono stati gli spacciatori ad aggredire i tossicodipendenti, è la tesi che sostengono anche i difensori dei quattro fermati. Per questioni di soldi. La tensione si percepisce anche dalle distanze. Adesso dieci metri separano il gazebo bianco dove i pusher vendono la droga e le tende delle persone che qui la consumano. Il gazebo da lontano sembra quello dei presidi dei soldati. C’è un tavolino sotto, le sedie intorno. Quattro spacciatori sono seduti. Il racconto del pestaggio nel parco della droga Uno degli arrestati, difesi dagli avvocati Andrea Giovetti, Stefania Rullo, Luigi Tartaglino, Antonio Bernardo e Stefania Prezzamento, aveva nella scarpa destra 23 grammi di Mdma. Lui ha detto che è per uso personale. È stato picchiato selvaggiamente come gli altri. All’udienza di convalida ha raccontato: «Quel giorno avevo bisogno di drogarmi. Al Sempione conosco tutti. Solo che non avevo soldi. Sono andato là per farmi dare qualcosa da qualcuno. Avrei poi restituito tutto. Ho avuto della Mdma. All’improvviso mi hanno massacrato. Sono stati i pusher. Si chiamano Totti, Piccolo e Rasta. Sono senegalesi. Gli amici che si drogano con me mi hanno difeso e loro hanno picchiato tutti». Non è una versione inverosimile, secondo gli investigatori, che temono che sia arrivato un tempo più violento in questa terra di nessuno. Gli spacciatori qui hanno sempre comandato ma adesso sono più spietati. Forse perché i tossicodipendenti adesso sono più di prima. Nelle tende ci si buca e si fuma. Fuori si mangia e si bivacca sui divani in disuso. Sui materassi a volte si scambia il sesso con una dose. Alcuni pusher sono solo pusher. Come quelli del gazebo. All’erta, sempre. Sono quelli che probabilmente hanno picchiato. Poi ci sono delle figure ibride. Spacciatori che consumano. Li vedi in cerchio sulle sedie da campeggio con chi arriva in crisi di astinenza. Uno degli arrestati probabilmente appartiene a questa categoria. Ha precedenti per spaccio. Cosa succede al parco Sempione Al fondo del viale, verso corso Venezia, ci sono i consumatori puri. Nelle tende di Decathlon a due posti, l’una attaccata all’altra. A cinque metri da corso Venezia, a tre dal centro anziani, a 50 dal raccordo della tangenziale. Scendono anche da qui, dalla montagnola che costeggia il corso. L’ingresso è una discesa tra i cespugli. Per terra un cuscino, una borsa da calcio sfasciata e una bottiglia di vetro rotta. «C’è stata una rissa, lo abbiamo saputo. Ma non sappiamo il perché. Qui non comandiamo noi», dicono due ragazzi in cerca di droga. Sono scappati in tanti, tre giorni fa. Chi non ce l’ha fatta è finito in ospedale. «Tutti i fermati erano in palese stato di alterazione psico fisica dovuta all’uso di sostanze», hanno scritto i carabinieri sul verbale. Uno è entrato in carcere con le stampelle. Al pronto soccorso solo uno ha ammesso: «Uso crack». Nel foglio di dimissioni del ferito meno grave c’è scritto: «Per due o tre giorni pasti leggeri».
Tendopoli dello spaccio a Parco Sempione, scoppia una rissa con bastoni tra pusher e consumatori
I carabinieri intervengono e arrestano quattro persone. Il violento pestaggio scaturito da una richiesta di droga senza denaro










