Squisita prelibatezza per i Romani, cibo afrodisiaco per i moderni romantici, regine dei menu stellati: da sempre le ostriche sono, insieme allo champagne, una icona del lusso. Non solo delizia per il palato, però. Perché ora la scienza certifica una nuova e interessante qualità di questi molluschi: un estratto della loro carne, dice uno studio italiano appena presentato alla conferenza della Society for Experimental Biology di Firenze, sembra avere delle particolari proprietà infiammatorie sui tessuti dell’intestino umano, che potrebbero un giorno essere sfruttate in medicina sotto forma di integratori.

Le diverse proprietà del mollusco

Al centro dello studio del gruppo di ricerca dell’Università di Ferrara, condotto dalla dottoranda in Scienze Ambiente e Salute Giulia Trinchera c’è la Crassostrea gigas, più nota come ostrica del Pacifico. Che però, a dispetto del nome, è coltivata in Italia soprattutto nella Sacca di Goro, nel cuore del Delta del Po. Le sue proprietà non sono una novità per la ricerca biomedica: la sua carne è infatti ricca di composti bioattivi a cui in passato sono già stati attribuiti effetti antimicrobici, antiossidanti e persino anticancro. Studi più recenti avevano inoltre osservato una capacità di contenere l'infiammazione nei globuli bianchi dei topi. Quello che mancava, finora, era una prova diretta di un'azione protettiva sulle cellule dell'intestino umano.