di
Michelangelo Borrillo
Chiamato a guidare la Fiat da Gianni Agnelli all’età di 65 anni, nel 2000 negozia l’alleanza con General Motors. John Elkann: «Ci ha lasciato un grande italiano»
A Torino lo chiamavano «l’americano». Perché era stato il numero due della General Electric, il braccio destro di Jack Welch. In Italia, invece, è sempre stato considerato «un numero uno»: fu presidente della Fiat dal giugno 1998 al febbraio 2003 e traghettò il gruppo proprio verso la più grande alleanza con gli americani della General Motors. A 93 anni si è spento Paolo Fresco: nato a Milano, era cresciuto a Genova dove si era laureato in legge. Chiamato a guidare la Fiat da Gianni Agnelli all’età di 65 anni, nel 2000 negozia l’alleanza con il colosso delle auto americano che qualche anno dopo garantirà al gruppo torinese una liquidazione miliardaria.
Il cordoglio di John Elkann«Ci ha lasciato un grande italiano, un uomo intelligente e sensibile, e per me soprattutto un amico, oltre che mentore generoso, per il sostengo che mi diede agli inizi della mia carriera». Con queste parole il presidente di Stellantis, John Elkann, ha voluto esprimere il suo cordoglio e quello del gruppo per la scomparsa di Paolo Fresco. «Sempre leale alla mia famiglia e apprezzato da chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui, nei suoi cinque anni da presidente seppe dare alla Fiat prospettive mondiali, ponendo le basi per il rilancio degli anni Duemila. Oggi che ha raggiunto l’amata moglie Marlene, lo ricordo con affetto, stima e profonda gratitudine».






