Un'ora di massima allerta ha scosso il centro di Olbia attorno a uno dei suoi simboli più riconoscibili, la basilica di San Simplicio. Quello che inizialmente era parso un autentico “allarme bomba” si è rivelato, alla fine, un surreale equivoco linguistico: una segnalazione di “allarme pompa” scambiata per una minaccia esplosiva.

All’origine del trambusto non c’è stata né una telefonata intimidatoria né un pacco sospetto, bensì un messaggio automatico preregistrato partito dal sistema tecnico della chiesa.

L’impianto, collocato nei sotterranei e installato per prevenire eventuali allagamenti, avrebbe dovuto semplicemente comunicare un guasto alle pompe di sollevamento.

Come ha spiegato il parroco, don Antonio Tamponi, “è andato in tilt il software”, generando un cortocircuito comunicativo che ha trasformato un problema idraulico in una presunta emergenza esplosivi.

Di fronte a un avviso di questo tipo, la macchina della sicurezza si è attivata senza indugio. Polizia di Stato e Carabinieri hanno isolato e transennato l’area, mentre venivano mobilitati gli artificieri da Sassari e le unità cinofile della polizia di frontiera specializzate nella ricerca di ordigni.