La numero uno della Bce vedrà Warsh e Bessent. Faro degli investitori sull’inflazione negli Stati Uniti e lo Stretto di HormuzLa presidente della Bce Christine Lagarde apre una settimana ad alta intensità geopolitica ed economica con una missione lampo a Washington. Lunedì vedrà il presidente della Fed Kevin Warsh, martedì il segretario al Tesoro Scott Bessent: un doppio incontro che arriva mentre i mercati tornano a fare i conti con l’escalation in Medio Oriente, il balzo del petrolio e il rischio di nuova pressione inflazionistica.La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, con bombardamenti negli ultimi giorni e negoziati in stallo, ha riacceso le tensioni sullo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero globale.

L’inflazione UsaGli operatori guardano al dato sull’inflazione Usa di giugno, atteso martedì: dopo il 4,2% di maggio (massimo da tre anni), un rallentamento sarebbe possibile ma tutt’altro che scontato.I prezzi spot del petrolio sono tornati sopra i futures, segnale di tensione immediata sull’offerta. Le probabilità di un nuovo rialzo dei tassi Bce entro l’anno sono schizzate al 90%, dal 50% della settimana prima. Per la Fed, i mercati prezzano una stretta al 100%, con un secondo rialzo quasi al 50%.L’euro è sceso fino a 1,14 dollari, riflettendo l’incertezza sulla traiettoria della politica monetaria europea.Sul fronte obbligazionario, il Treasury decennale è tornato vicino alla soglia del 4,60%, livello che nel 2025 aveva spinto Donald Trump a frenare sui dazi per evitare costi eccessivi sul debito pubblico.