Questo articolo è tratto dal sito di Valori.it, notizie di Finanza ed Economia sostenibile, diretto da Andrea Barolini.

ROMA – Le grandi aziende internazionali starebbero usando coltan di contrabbando proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo (Rdc) per le loro componenti elettroniche. La denuncia arriva da un rapporto dell’organizzazione Global Witness, che ha seguito le catene di approvvigionamento del minerale estratto nell’area di Rubaya, nella provincia del Nord Kivu. Quest’ultima è sotto il controllo dei “ribelli” M23, responsabili negli ultimi anni di stupri, rapimenti e altri tipi di violenze.

Componenti essenziali che poi viaggiano verso Cina e Kazakistan. L’estrazione del coltan, che avviene attraverso lo sfruttamento della manodopera, è diventata una delle principali fonti di finanziamento del gruppo. Il materiale poi viaggia verso laCinae il Kazakistan. Lì viene trasformato in tantalio che finisce infine nelle componenti essenziali dei dispositivi elettronici legati ad aziende come Amazon, Ericsson e Sony.

Il coltan nella Repubblica Democratica del Congo e l’M23.

Una ricchezza nel sottosuolo al confine con il Ruanda. Il coltan è un minerale molto presente nel territorio della Repubblica Democratica del Congo. L’area dove ci sono più miniere si trova nella parte orientale del Paese, al confine con il Ruanda, e si chiama Rubaya. È qui che viene prodotto circa il 15% del coltan a livello globale, che poi viene esportato e trasformato in tantalionelle fonderie asiatiche. Il tantalio è un metallo fondamentale per realizzare componenti in apparecchi come smartphone e computer e viene impiegato molto anche in ambito aerospaziale. Oggi la sua domanda a livello globale è in costante crescita. Per questo, i siti di produzione di coltan della Repubblica Democratica del Congo sono diventati una sorta di miniera d’oro su cui si basa l’economia locale.