Chi ha vissuto di politica per una vita, non smette mai davvero. Chi conosce Nuccio Cusumano sa che parlare di “ritorno” è quasi un eufemismo. Perché Cusumano, 78 anni, dalla politica non è mai davvero uscito. È uno di quei personaggi che, anche se prova a restare in disparte, finisce sempre per rimettere mano ai fili della trama.

E lo fa con l'abilità che pochi hanno di muoversi un po' a destra e un po' a sinistra, senza mai perdere la bussola moderata che ha segnato oltre 50 di carriera. Prima tre legislature con DC, Udeur e Margherita, un passaggio nel Pd nel 2008 dopo il celebre voto di fiducia al governo Prodi in dissenso con il suo partito, poi Italia Viva, e perfino una parentesi in Forza Italia. Prima ancora, nel 1990, la presidenza della Provincia di Agrigento.

Un curriculum di un politico capace di adattarsi senza snaturarsi, di aggregare quando gli schieramenti si sfaldano.

Dopo la fine del mandato nazionale, Cusumano non ha mai smesso di costruire: nel 2017 sostenne la candidatura a sindaco di Francesca Valenti, portando una lista civica nel centrosinistra e riuscendo a piazzare suoi rappresentanti in giunta.

Oggi, però, la scena è diversa. Il centrodestra saccense è frammentato dopo la mancata mozione di sfiducia al sindaco Fabio Termine. Ed è proprio qui che Cusumano fiuta il vuoto e decide di rientrare nella sponda opposta a quella di 8 anni fa.