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«Arrivaru i pirati». Così li ha chiamati una signora affacciata da un balcone quando il cine- furgoncino di «Schermi - Cinema Multipiazza» è arrivato con la sua “ciurma” per la prima volta nel suo quartiere popolare di Catanzaro. Ora il furgoncino blu di Divina Mania porta il cinema nelle piazze disabitate d’Italia e venerdì sera è ritornato nella sua città facendo tappa a Piazza Le Pera, davanti al Teatro Cinema Masciari, chiuso da 12 anni e in totale stato di abbandono.

Il direttore artistico, Mauro Lamanna, ha aperto la serata rievocando i momenti della sua infanzia trascorsi tra le poltrone del teatro e la magia di un luogo divenuto simbolo di cultura e comunità. La parola è stata poi data ai rappresentanti delle compagnie teatrali cittadine in un omaggio tra ricordi, nostalgia, speranza. L’attore catanzarese Francesco Colella con un monologo ha reso omaggio non solo al teatro, ma anche al valore intrinseco della cultura, del cinema e dell’arte, intesi come spazi di libertà. Le sue parole sono state pietre e talismani: «Questo cinema, questo teatro, questo luogo d’arte è l’urlo silente e inascoltato di questa città, la sua ferita aperta, la testimonianza d’una comunità dispersa, qui come altrove... Sarebbe diverso se l’arte ricominciasse a circolare liberamente, coraggiosamente e copiosamente nel nostro Paese. La risposta è sì. E chi dice di no è spacciato». Quindi la proiezione di «Divorzio all’italiana» di Pietro Germi (1961).