Dopo il clamoroso passaggio a Mediaset, Milo Infante racconta per la prima volta i motivi che lo hanno spinto a lasciare la Rai, svelando tensioni interne e rapporti ormai compromessi con i vertici aziendali. In una lunga intervista rilasciata a Il Messaggero, il giornalista sostiene che il suo programma, Ore 14, abbia rischiato più volte la chiusura nonostante gli ottimi ascolti.
“Volevano chiudere Ore 14 perché faceva concorrenza alla Balivo”
Infante racconta che ogni anno il responsabile del Day Time Rai, Angelo Mellone, avrebbe proposto la cancellazione di Ore 14 per lasciare spazio a un altro format. “Ogni anno, anche quest’anno, voleva chiuderlo per mettere La porta magica di Andrea Delogu, sostenendo che facevo concorrenza a La volta buona di Caterina Balivo“, afferma il conduttore. Parole che aprono uno squarcio sui delicati equilibri del palinsesto Rai e sulle dinamiche interne che, secondo Infante, avrebbero finito per penalizzare il suo lavoro.
L’addio alla Rai: “Volevo crescere, ma non ho ricevuto risposte”
Il giornalista spiega che la decisione di lasciare il servizio pubblico è maturata dopo mesi di attesa. “Ho capito che il mio tempo lì era finito. Restare non aveva più senso”, racconta. Alla fine dello scorso anno aveva chiesto all’azienda un progetto più ambizioso e un adeguamento economico, senza però ottenere riscontri. “Cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere”, sottolinea. Infante aggiunge di aver espresso anche al presidente della Rai le proprie perplessità sull’organizzazione aziendale, sostenendo che molti colleghi vivrebbero un forte senso di abbandono.










