Milo Infante spiega le ragioni del suo addio alla Rai in una lunga intervista, raccontando il clima di ostilità interno nei suoi confronti: “Volevo solo crescere, ho capito che il mio tempo lì era finito”.

Milo Infante parla per la prima volta dopo l'uscita dalla Rai. Il giornalista, protagonista del mercato televisivo dell'estate per il passaggio improvviso a Mediaset, ha raccontato in un'intervista le ragioni della spaccatura con la Rai. Una rottura che si è prodotta nel corso degli ultimi anni, frutto di richieste da parte sua alle quali non sono mai arrivate risposte dell'azienda, per le quali alla fine ha deciso di accettare la proposta della concorrenza.

Infante ha parlato a Andrea Scarpa per Il Messaggero, ripercorrendo gli ultimi anni di successi per Ore 14, nonostante le difficoltà di programmazione e la sensazione di non ricevere la considerazione necessaria: "Ogni anno, anche questo, il responsabile del Day Time, Angelo Mellone, voleva chiuderlo per metterci La porta magica di Andrea Delogu, sostenendo che facevo concorrenza a La volta buona di Caterina Balivo". La richiesta alla Rai e la mancata risposta Infante spiega di essersene andato "quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso". Il conduttore racconta di aver fatto alla Rai una richiesta precisa alla fine dello scorso anno, con maggiore spazio e un maggiore riconoscimento economico, ma alle sue richieste non sarebbero mai arrivate delle risposte chiare: "Avevo solo chiesto un adeguamento: cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere".