Primo reclamo in Italia contro i trasferimenti automatici di dati bancari verso gli Stati Uniti previsti dal Fatca. L’Association des Américains Accidentels (Aaa) ha presentato al Garante per la protezione dei dati personali un reclamo nei confronti dell’Agenzia delle entrate, chiedendo di sospendere la trasmissione delle informazioni finanziarie relative a un cittadino italiano nato negli Stati Uniti ma residente da sempre in Italia. Secondo l’associazione, il trasferimento annuale dei dati avverrebbe in assenza di elementi che facciano presumere un’evasione fiscale e in violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr).

Il reclamo è stato presentato ai sensi dell’art. 80, par. 1, del Gdpr. Il caso riguarda un cittadino nato a New York negli anni Settanta che ha lasciato gli Stati Uniti pochi mesi dopo la nascita e che, secondo quanto riferisce l’associazione, non vi ha più vissuto né lavorato e non dispone di un codice fiscale statunitense. In quanto nato negli Stati Uniti, è tuttavia qualificato come «U.S. Person» ai sensi del Foreign Account Tax Compliance Act (Fatca), con la conseguenza che, dal 2017, i dati dei suoi rapporti bancari vengono trasmessi annualmente dall’Agenzia delle entrate all’Internal Revenue Service (Irs). L’interessato ne sarebbe venuto a conoscenza soltanto dopo aver esercitato il diritto di accesso ai propri dati.