Capacità di soffrire, forza di volontà e gol-partita che arrivano soltanto ai supplementari: l'Argentina doma, non senza difficoltà, un'ottima Svizzera per 3-1 e conquista l'accesso alla semifinale di Coppa del Mondo. Sarà sfida con l'Inghilterra di Harry Kane e Jude Bellingham. Per un giorno l'eroe dell'Albiceleste non è Lionel Messi, contenuto dalla gabbia allestita per l'occasione dal ct elvetico Murat Yakin. A decidere la partita sono le 'seconde linee', se tali si possono definire, Alexis Mac Allister, Julian Alvarez e l'interista Lautaro Martinez.
Onore alla Svizzera che ha giocato alla pari con i campioni del mondo in carica, ha riacciuffato il momentaneo 1-1 e, quasi certamente, ha pagato un'ingenuità di Breel Embolo. L'attaccante, con un secondo giallo per simulazione, ha lasciato i compagni in 10 dal 72'. I sudamericani iniziano bene e passano già al 10'. Messi batte un calcio d'angolo sul quale si avventa Alexis Mac Allister, non un gigante con i suoi 176 centimetri ma più lesto dei robusti difensori svizzeri, per l'1-0. La Svizzera è costretta ad inseguire.
L'Argentina si rende pericolosa più volte, ma non chiude l'incontro. Nella ripresa sono gli europei a fare la partita. Al 67' arriva il meritato 1-1 con Ndoye. Ma la gioia della squadra di Yakin dura poco: 5 minuti più tardi Embolo si fa espellere. La gara si blocca. Si va ai supplementari. Lionel Scaloni deve ringraziare Julian Alvarez: l'attaccante dell'Atletico Madrid scaglia un destro all'incrocio al 112' e supera un impotente Kobel. Poi, tocca a Lautaro realizzare in contropiede il 3-1 definitivo: seconda rete per l'interista a Usa-Messico-Canada 2026. L'appuntamento è ad Atlanta, mercoledì, con l'Inghilterra per la storia. Messi avrà l'opportunità di raccogliere metaforicamente il testimone da Diego Armando Maradona: negli Usa, secondo molti tifosi argentini, 32 anni fa all'Albiceleste fu 'rubata' la Coppa del Mondo con la squalifica del "pibe de oro" per doping. Ma, soprattutto, la "pulce" affronterà quegli inglesi che cercano ancora vendetta per la "mano de Dios" con la quale proprio Maradona li mandò fuori da Messico 86. Il "10", poi, a scanso di equivoci realizzò anche la rete più bella della storia del calcio, partendo da centrocampo e superando mezza squadra inglese.












