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Corriere Animali

I dispositivi di primo soccorso scatenano però anche l'ironia dei social: «C'è anche la borsa per i pezzi di corpo staccati e poi sputati». Dalla fine del 1700 sono state 260 le vittime accertate

Le autorità australiane sono preoccupate per la presenza di squali aggressivi al largo delle loro coste. La convivenza con i grandi predatori del mare è qualcosa che in Australia hanno dovuto gestire da sempre, ma questa estate sono state già quattro le vittime causate da attacchi, a cui si aggiungono diverse persone ferite. Del resto le spiagge sono molto frequentate e richiamano non solo comuni bagnanti ma anche molti appassionati di surf che tendono inevitabilmente a spingersi più al largo delle zone delimitate e pattugliate.

Per questo motivo sono stati posizionati in prossimità delle spiagge degli appositi kit di primo intervento a disposizione dei frequentatori e soprattutto dei bagnini da utilizzare in caso di aggressione. Sono dei bussolotti di plastica che contengono alcuni oggetti che potrebbero essere utili per un'azione di contenimento in attesa dell'arrivo dei paramedici. Ci sono tra l'altro laccio emostatico, coperta termica per evitare che la persona ferita possa raffreddarsi troppo, guanti in lattice per chi presta il soccorso. E fa molto discutere, ed è anche diventata oggetto di ironia sui social, la «parts bag», il sacchetto per i pezzi. Ovvero parti del corpo che dovessero essere stati staccati da un morso dello squalo ma poi recuperati. «Gli squali li assaggiano e li sputano se non li gradiscono"?» si chiede ad esempio un utente buontempone in un reel.