La colorazione anomala delle acque nel porto di Santa Teresa Gallura potrebbe ripresentarsi in futuro qualora tornassero condizioni favorevoli alla proliferazione delle microalghe.

È quanto emerge dalle dichiarazioni della sindaca Nadia Matta, sulla base degli esiti degli esami eseguiti, che hanno rilevato una significativa presenza di cellule microalgali riconducibili al genere Prorocentrum. Proprio l’abbondanza di questi microrganismi potrebbe aver provocato il cambiamento di colore osservato all’interno dello scalo. Si tratta di un fenomeno conosciuto come “red tides”, o “marea rossa”, che può in realtà manifestarsi con tonalità diverse a seconda dei pigmenti prevalenti nelle cellule microalgali. La situazione appare al momento in miglioramento.

Nei campionamenti più recenti, infatti, la presenza delle microalghe è risultata marcatamente diminuita. Non viene però esclusa una futura ricomparsa, con la stessa specie oppure con altre, nel caso si riproducano determinate condizioni ambientali. Tra i fattori indicati figurano l’immissione di acque dolci ricche di nutrienti, riconducibili anche a un’elevata antropizzazione e ai conseguenti scarichi, il basso idrodinamismo tipico degli ambienti portuali e temperature superiori alle medie stagionali. Un ultimo elemento che, secondo quanto evidenziato, si inserisce nel più generale quadro del riscaldamento globale.