Nadia Comăneci si collega in videochiamata dall’Oklahoma, negli Stati Uniti, dove vive da oltre 30 anni. Voce limpida, capelli biondi, una frangia che le mette in risalto gli occhi. Tra pochi giorni ci sarà un anniversario importante: i 50 anni dal primo perfect 10 della storia delle Olimpiadi, il “10 perfetto” che ottenne il 18 luglio 1976 a Montréal, in Canada, durante la gara a squadre. Perfino il tabellone non era tarato per quella cifra, e apparve “1.00”. Dopo quel primo “10”, ne ottenne altri sei. In totale, si mise al collo tre ori, un argento e un bronzo e tornò a casa, in Romania, accolta come un’eroina.

Nadia Comăneci, a 50 anni dal 10 perfetto alle Olimpiadi: «Lo sport ti rende più forte»

Aveva solo 14 anni. Oggi ne ha 64: «Sono passati 50 anni, ma anche se mi sono ritirata presto dalle gare, non mi sono mai allontanata dallo sport». E infatti in Oklahoma gestisce, con il marito Bart Conner (doppio oro alle parallele e nella prova a squadre ai Giochi di Los Angeles 1984) un’accademia di ginnastica. Non solo. Assieme a molti olimpionici si impegna per trasmettere un’eredità ai futuri campioni, «in modo che capiscano che tutto è possibile».

Ed è fiera del suo ruolo di Academy member di Fondazione Laureus Sport for good, che ad aprile l’ha insignita del premio alla carriera Lifetime achievement award, e «che negli anni ha aiutato migliaia di ragazzi nel mondo». (Laureus Sport for good è la fondazione internazionale nata nel 2000 e che opera in 40 Paesi del mondo per abbattere le barriere sociali e contribuire, grazie allo sport, allo sviluppo personale dei giovani, in particolare di quelli che vivono in contesti difficili. Fondazione Laureus Italia è attiva dal 2005. Sostiene diversi progetti nelle periferie di grandi città come Milano, Roma e Catania, e tra il 2024 e il 2025 ha coinvolto circa 3.500 bambini e bambine).