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Tra otto giorni, lunedì 20 luglio, il Messina inizierà il ritiro precampionato di Cascia. Lo farà indipendentemente dalla categoria nella quale giocherà la prossima stagione. Il nodo del ripescaggio in Serie D resta ancora aperto, ma le possibilità appaiono ridotte al lumicino, nonostante la società avesse accolto con fiducia la presentazione della domanda. Il quadro emerso negli ultimi giorni racconta di appena quattro posti disponibili e di graduatorie che premiano club dalla storia e dall’importanza sicuramente ridotte, ma con un’importante attività giovanile alle spalle.
Resta naturalmente il vaglio della Covisod, anche se l’esperienza degli ultimi anni insegna come sia difficile assistere a clamorosi colpi di scena sul fronte amministrativo. Molte società riescono infatti a sfruttare i termini concessi per sistemare la propria posizione e presentarsi regolarmente ai controlli finali.
Nel frattempo, però, il lavoro del Messina non si è mai fermato. Il direttore sportivo Maurizio Pellegrino ha operato per allestire un organico competitivo, da affidare al nuovo tecnico (che sarà Alfio Torrisi). L’obiettivo è farsi trovare pronti qualunque sia il verdetto, costruendo una squadra capace di recitare un ruolo da protagonista sia in Serie D che in Eccellenza. Ed è proprio quest’ultima l’eventualità che impone le maggiori riflessioni. Guai a considerare il massimo campionato regionale una semplice formalità. L’Eccellenza nasconde insidie spesso sottovalutate, tra campi complicati e avversari pronti a vivere la sfida contro il Messina come la partita dell’anno. Il blasone rappresenterà inevitabilmente uno stimolo ulteriore per tutte le rivali, chiamate a confrontarsi con una piazza che, a quelle latitudini, non avrebbe eguali.








