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Monica Colombo e Davide Stoppini
Maldini e Leonardo si ritrovano in azzurro come nel Milan: «Io e Leo ci completiamo, siamo diversi», disse Paolo nel 2018. Otto anni dopo è lui a chiamare l'amico: stessa stima, obiettivo rilanciare gli azzurri
Quando Paolo venne presentato a Casa Milan nel 2018 come Direttore Sviluppo Strategico dell’Area Sportiva, il leggendario capitano del Diavolo ringraziò l’amico che lo aveva portato in rossonero: «Io e Leo ci completiamo, siamo diversi. Potrei essere solo qui o in Nazionale, l’amore per queste squadre e la mia storia lo impongono. Spero che la carriera professionale che inizio oggi sarà lunga e piena di successi».
Parole che contengono un presagio di ciò che otto anni dopo è avvenuto. In quei giorni di agosto Paolo aveva curiosità e anche un leggero senso di disagio, lui che per tutta la carriera da calciatore e anche oggi viene osservato dai colleghi con timore reverenziale. Persino all’Osteria dove pranza quasi ogni giorno in centro a Milano continuano a chiamarlo il Capitano. Invece quando si affiancò a Leonardo, ebbe un atteggiamento quasi di sudditanza. «I miei primi dieci mesi da dirigente al Milan sono stati di apprendimento, mi sentivo inadeguato» ha raccontato Paolo in un’intervista. «Non riuscivo a determinare, Leonardo rideva perché glielo ripetevo ogni giorno. Mi diceva che pian piano mi sarei reso conto dell’impatto».











