La privatizzazione del cimiteri, del castello e del campo sportivo e il controllo di tutte le attività che si svolgono al palazzo di città di Mazzarino sarebbero il vero motivo della mozione di sfiducia al sindaco Mimmo Faraci e il mandante sarebbe il capo della sanità nissena il direttore generale Salvatore Lucio Ficarra che «non si accontenta di guidare solo la sanità ma vuole il controllo della politica locale».

Lo ha detto il sindaco durante il suo secondo comizio in piazza da quando i suoi ex alleati, i consiglieri “ficarriani”, hanno depositato la mozione di sfiducia che sarà trattata in aula il 14 luglio.

Ha i giorni contati il sindaco eletto due anni fa.

Mimmo Faraci sa che i numeri in consiglio non sono dalla sua parte e si prepara il terreno per ricandidarsi puntando l’indice sui suoi ex alleati oggi carnefici.

«Chi ha decretato la fine della mia amministrazione – ha detto - è stato il capo della sanità nissena perché io non mi sono voluto piegare ai suoi ordini quando mi ha detto che avrei potuto fare il sindaco per 10 anni se avessi revocato la delega all’assessore Comandatore e agli altri affidandomi al suo gruppo.