KANSAS CITY. Mancava l’Inghilterra al Messi Mondiale e ora ce l’ha davanti: la squadra contro cui Maradona ha definito la sua grandezza nel 1986 e quel paragone, che pareva rimasto solo materiale da sondaggisti internettari, torna una presenza. Non più un’ombra, piuttosto un confronto. Prima ci sarà da smaltire le scorie della vittoria con la Svizzera. Non tutti i successi gasano, questo spaventa. Come il resto del Mondiale vissuto pericolosamente. L’Argentina passa il turno, meglio lo scampa 3-1, ai supplementari, con la solita agonia, salvata da una prodezza di Alvarez che sblocca il 2-1, quando ormai stanno per scattare i rigori. Il nodo del confronto però sta molto prima, sull’1-1: la Svizzera dopo essersi dannata per arrivare al pareggio resta in dieci a meno di 20 minuti dal novantesimo, si condanna. Simulazione di Embolo, punita dalla Var che ribalta la decisione sul campo e il giallo pensato per Paredes viene recapitato a Embolo, disperato. Piange, dovrà chiedere scusa ai compagni: pessima scelta buttarsi proprio quando la Svizzera si era organizzata e aveva finalmente deciso di non provare più imbarazzo davanti al nome dei rivali. Il rosso entra nella trama del complotto sui favori ai detentori del titolo, i social si scatenano all’istante. Seguiranno polemiche dopo il caso Egitto, ma sull’episodio specifico c’è poco da reclamare. Embolo poteva evitare. L’Argentina parte al meglio e sembra tutto così semplice da allontanare il solito copione della sofferenza. Un’illusione. Alexis Mac Allister ammorbidisce il risultato che porta l’Argentina alla semifinale con una testata, li aspetta l’Inghilterra e la via viene indirizzata da chi è arrivato dalla Gran Bretagna. Mac Allister ha parenti irlandesi e scozzesi, un posto fisso nel centrocampo del Liverpool, indirizzo permanente in Premier League. Le radici e i richiami sono ben evidenti. Un appuntamento con il destino facilitato dal calcio d’angolo di Messi che lo serve a meraviglia: otto gol e due assist per il capitano decisivo in ogni partita giocata in questo Mondiale, da trentanovenne. La carriera si accorcia, lui sa che le sue presenze a questo livello si stanno consumando: vent’anni di Mondiali che può solo trascinare in un paio di altre occasioni e non se le vuole perdere, pure se l’Argentina resta spenta, se a lui capita persino di sbagliare davanti alla porta quando mancano pochi minuti alla fine dei tempi regolamentari. Para Kobel, Messi sanguina per un taglio al sopracciglio rimediato in precedenza. Siamo nel Midwest ci sono tutte le caratteristiche del rodeo. Argentina Svizzera è una sfida tra i campioni del mondo e la nazionale che sul mondo ci si è arrampicata con merito. Le taglie di differenza in realtà non si vedono, proprio per questo si impone la stazza, l’abitudine, il talento dei singoli e l’Argentina ha Messi, l’unico che abbia firmato dieci assisti Mondiali, da quello servito a Crespo contro la Serbia nel 2006, a 18 anni a questo. La Svizzera non ha certo ricordi da mettere in fila e neanche la classe di Alvarez che decide al secondo tempo supplementare e neppure la tempra di Lautaro Martinez che fissa il risultato. No, la Svizzera conta su una organizzazione strutturata nel tempo. Si impossessa della palla e progressivamente inizia a crederci. Ne ha diritto, l’Argentina a Kansas City subisce, tanto, troppo e incassare il gol che l afa tremare diventa praticamente inevitabile. Succede con Ndoye, l’attaccante del Nottingham Forest che tira fuori gli artigli. Siamo al pareggio, minuto 67 e subito dopo c’è l’incrocio Embolo che toglie fiato, gambe e struttura all’eroica Svizzera. Si preparano giorni intensi, carichi di memoria. Inghilterra e Argentina si sono già ritrovate dentro un Mondiale dopo la mano di Dio e il gol più bello del secolo, è successo nel 1998, agli ottavi con passaggio dell’albiceleste (nella gara in cui si fa espellere Beckham) e nel 2002, nel girone, ma Messi non c’era ancora. Nessuno poteva evocare il nome di Maradona. Così, dopo aver superato il trauma dell’Azteca, stadio di quella sfida indelebile, agli inglesi tocca affrontare una sorta di fantasma. Quanto di più vicino a Maradona la contemporaneità possa offrire, un altro sinistro. Un altro fenomeno.
Argentina in semifinale, l’Inghilterra se la vedrà con Messi 40 anni dopo Maradona
3-1 ai supplementari. Decimo assist Mondiale per Messi, avversari in dieci per il tuffo di Embolo. In gol anche Lautaro










