Manufatti e manoscritti, mappe e testimonianze storiche per raccontare il legame bimillenario tra l’Italia e un regno lontano: “Oman and Italy: two millennia of cross-civilisational dialogue“ è una mostra aperta dal 18 giugno, e fino al 13 settembre, nella sala Maria Teresa della Biblioteca nazionale Braidense a Milano. Un progetto di cooperazione culturale internazionale che racconta la storia di scambi e relazioni che per oltre due millenni ha collegato il Sultanato dell’Oman al Mediterraneo, all’Italia e alle grandi reti culturali e commerciali del mondo antico e moderno.
Promossa dalla Pinacoteca di Brera e dal National Museum of Oman di Muscat, l’esposizione è curata dal segretario generale del museo omanita Jamal Hassan Al-Moosawi, che ha selezionato 59 opere dall’Età del Ferro alla contemporaneità, testimonianze di mercanti, viaggiatori, cartografi veneziani e diplomatici pontifici che restituiscono uno scambio non solo commerciale, ma anche di saperi. Un esempio è il sistema degli Aflaj, l’antica rete di canali che per secoli ha consentito la gestione e la distribuzione dell’acqua nelle comunità omanite, che ha molte affinità con le Qanat sviluppate in Sicilia durante la dominazione araba.






