Ha tenuto banco negli ultimi giorni il dibattito sulla decisione di ridurre i numeri del corteo storico del 15 agosto: da una sfilata completa di tutti i figuranti delle dieci Contrade – analoga a quanto accade la sera del 14 agosto –, si passerà ad un corteo di trasferimento che coinvolge i rappresentanti del Comune e tre delegati per ogni Contrada: Priore, Dama e Gonfaloniere. A maneggiare la patata bollente è il vicepresidente Stefano Lignite: "È stata una decisione lunga e sofferta, elaborata a seguito di un iter che ha coinvolto il pensiero di tutte le Contrade e dei contradaioli. Questi ultimi sono il sangue necessario alla macchina, ed hanno espresso la volontà di trasformare il corteo in un trasferimento sul campo gara". Una decisione collegiale, appoggiata dall’allora presidente della Cavalcata e sindaco reggente, Mauro Torresi, e arrivata pochi giorni prima della tornata elettorale dello scorso maggio, sebbene il dibattito sul tema proceda da diversi anni. Perché non decidere tutto direttamente con la "nuova" amministrazione? "È un tema trattato con le singole Contrade e l’amministrazione era presente – continua Lignite –. Ci sono poi dei tempi da rispettare per partire con il calendario". Le motivazioni? Il caldo è una ragione secondaria: "Vogliamo dedicare la giornata al contradaiolo – spiega Lignite – e con il trasferimento, si potrà dare più spazio alla Celebrazione Pontificale e alla Benedizione della Giubba, la mattina del 15", oltre a permettere a tutti i contradaioli di assistere alla prima batteria: una difficoltà specialmente per coloro che arrivavano a sfilare per ultimi nel corteo. La decisione ha suscitato scalpore per la comunicazione poco trasparente giunta dalla Cavalcata e dall’amministrazione, e per il presunto attacco alla storicità della rievocazione. Su questo ultimo punto, prosegue il vicepresidente: "Abbiamo verificato che il 15 non c’era alcuna sfilata: era una giornata dedicata ai giochi. Nel 1982, quando ha avuto inizio l’edizione moderna, c’era il trasferimento al campo gara, poi ampliato a corteo con il passare degli anni". Le critiche, soprattutto via social, hanno toccato anche la possibilità di modificare il percorso del corteo, far sfilare solo le contrade, e hanno paventato una perdita per il turismo cittadino; osservazioni che si scontrano con le tribune semivuote nel primo pomeriggio, orario della sfilata. "Non c’ero al momento della decisione – si smarca il sindaco – ma questa è figlia di un percorso, non un punto di arrivo. È una sperimentazione condivisa con le Contrade: trarremo le conclusioni alla fine della Cavalcata".