Le strade del centro si trasformeranno in un grande palcoscenico a cielo aperto, con oltre mille figuranti .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl ritorno di un riconoscimento storico, sospeso negli anni della pandemia, dev’essere salutato non tanto come "un premio in più", ma piuttosto come omaggio della città a una delle prime anime del Palio di Ferrara. Il premio Nives Casati riporta la mente alla celebre costumista scomparsa a Città del Messico nel 1990: fa immaginare le sue lunghe soste sotto pitture e affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, a studiare con intuito critico e rigore filologico gli indumenti della corte di Borso d’Este, primo duca di Ferrara. Nel 2026, quelle stesse pitture ispirano i coreografi delle contrade, che ogni anno assolvono il compito di vestire più di un migliaio di figuranti, cercando di coniugare originalità e rispetto della tradizione, nel segno di quanto iniziato nel 1933 da Nives Comas Casati.
Il riconoscimento in questione venne istituito nel 1987 ma da qualche edizione a questa parte era rimasto sospeso. Il premio viene conferito alla Contrada o alla Corte Ducale che, nel corso dello spettacolo di iscrizione in Piazza Castello, avrà ottenuto il punteggio più alto dalla giuria. Sarà inoltre assegnato il Premio Nino Franco Visentini per il miglior corteo e, contestualmente, il premio Cecilia Toselli per la migliore acconciatura. Come anticipato nei giorni scorsi, a capo del corteo ci sarà la madrina di questa edizione: Alba Parietti (già intervistata dal Carlino), che vestirà i panni di Bianca Maria d’Este (1440–1506), nobildonna del Rinascimento ferrarese figlia del marchese Niccolò III d’Este. Colta, elegante, celebrata dagli umanisti del suo tempo, Bianca Maria fu sorella di Leonello, Borso ed Ercole I d’Este e sposa di Galeotto I Pico, Signore di Mirandola. Il suo matrimonio è immortalato negli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia. Una scelta, quella di Bianca d’Este, che chiude idealmente il cerchio aperto da Nives Comas Casati.








