PORDENONE - Dopo la memorabile serata in compagnia dei trascinanti Earth Wind & Fire Experience, che hanno regalato anche un fuoriprogramma con tre brani da brivido, fra cui la mitica September, e gli scoppiettanti ritmi balcanici di Goran Bregović and his Wedding and Funeral Orchestra, ai quali è seguta, ieri sera, la voce “spericolata” di Aretuska, accompagnata dalla potente tromba di Roy Paci, il Pordenone Blues & Co. Festival si concede qualche giorno di pausa, in attesa dell’arrivo, martedì, al Parco San Valentino, di una delle star più acclamate del mondo del cinema, Keanu Reeves, che al mondo di Hollywood preferisce i palconscenici in cui può esprimersi con la sua chitarra basso. Un Keanu Reeves che ha fatto tremare i suoi fans, poco meno di un mese fa, dopo che era stato ricoverato in ospedale subito dopo un concerto dei Dogstar. In un post su Facebook il frontman della band, Bret Domrose, sollecita, per l’amico, una preghiera e un augurio di pronta guarigione, scrivendo: “Get well soon Keanu! Dogstar band loves you”. Si era parlato, nell’occasione, di un problema alla capsula del ginocchio.
Alter ego Pur non avendo mai cercato di diventare una rockstar, Reeves ha suonato in modo continuativo per oltre trent'anni e oggi è ancora il bassista dei Dogstar. I Dogstar sono una band americana di alternative rock nata a Los Angeles nel 1991. La loro notorietà è legata soprattutto alla presenza di Reeves, che nel gruppo suona il basso e fa i cori. Ma, al di là della curiosità legata al suo nome, i Dogstar sono una vera band, con una storia lunga oltre trent'anni. La formazione attuale comprende: Bret Domrose – voce e chitarra; Keanu Reeves – basso; Robert Mailhouse – batteria. Musicalmente si muovono tra alternative rock, post-grunge e rock melodico con influenze anni Novanta. Foo Fighters, Pearl Jam o Stone Temple Pilots hanno delle sonorità molto affini, anche se i Dogstar hanno un approccio più pacato e melodico. Dopo aver suonato molto nei club di Los Angeles, negli anni Novanta riuscirono persino ad aprire concerti di David Bowie e Bon Jovi, un traguardo notevole per una band ancora agli inizi. All'epoca, però, molti critici li giudicarono con una certa severità, sospettando che il successo fosse dovuto più alla fama di Reeves che alla musica. La discografia comprende quattro album in studio: Our Little Visionary (1996); Happy Ending (2000); Somewhere Between the Power Lines and Palm Trees (2023), pubblicato dopo oltre vent'anni di pausa e All In Now (2026), il loro lavoro più recente. Fra i brani più rappresentativi ci sono Everything Turns Around, Breach, Glimmer, Blonde e All In Now, canzoni che evidenziano bene il loro equilibrio tra rock anni Novanta e un sound più moderno e riflessivo. The damn truth Prima dell’arrivo dei Dogstar sono pronti a infiammare il palco The Damn Truth. Lee-La Baum e compagni, dopo l’esibizione del 2023 in apertura del concerto dei Cult, tornano al festival portando un’incredibile botta di entusiasmo rock. Con un look flower power, una voce “mostruosa” che pesca a piene mani dagli anni ’70, chitarre graffianti e una sezione ritmica impeccabile. Frano Livingston In apertura della serata si esibirà il virtuoso Frano Livingston. Giovane talento della chitarra, ha già calcato circa 400 palchi in 14 nazioni e condiviso lo stage con giganti della musica come Norah Jones, 2Cellos, Al Di Meola e Tommy Emmanuel. Con la sua la sua impareggiabile tecnica, tre album all’attivo (il primo a 10 anni!) e numerosi premi tra cui il prestigioso Horizon Award negli Stati Uniti, sarà la giusta apertura per una serata imperdibile.


