HomeLa SpeziaCronacaGli Yellowjackets stasera al Pin. Il grande jazz dei nostri tempi con incursioni cameristiche e funkLa band statunitense, una delle formazioni contemporanee più influenti, ospite del Festival internazionale. In scaletta brani da ’Fasten Up’, ultimo progetto discografico firmato con la Mack Avenue Records di Detroit.Gli Yellowjackets sono una delle formazioni jazz più influenti del mondoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl 58° Festival Internazionale del Jazz della Spezia accende i riflettori su una delle formazioni più influenti del jazz contemporaneo: gli Yellowjackets. Sul palco del Pin, domani alle 21.30, salirà il quartetto statunitense per una performance focalizzata sull’ultimo progetto discografico, ‘Fasten Up’, pubblicato il 21 febbraio 2025 per Mack Avenue Records. Si tratta del ventisettesimo album in studio della band, un lavoro che segna il settimo capitolo della loro collaborazione con l’etichetta discografica di Detroit.
Il disco, il cui titolo richiama un brano originale del bassista Dane Alderson, riflette la longevità di un progetto avviato nel 1981 con il debutto eponimo. Sin da quegli anni, la formazione ha operato una costante ridefinizione del proprio linguaggio, allontanandosi dalle rigide classificazioni della fusion per integrare elementi derivanti dalla musica da camera e da una ricerca ritmica basata sul funk. Tale approccio è evidente nella composizione della lineup odierna, che mantiene una continuità storica con il nucleo creativo originale. Russell Ferrante, co-fondatore del gruppo e pianista di formazione classica e jazz, è affiancato da Will Kennedy, batterista che ha partecipato a gran parte della produzione discografica del quartetto, definendo il caratteristico interplay ritmico della band. Il sassofonista Bob Mintzer, entrato nel gruppo nei primi anni ‘90, apporta al suono degli Yellowjackets le competenze acquisite nel corso della sua carriera come leader di big band e compositore, integrate dall’uso dell’Ewi (Electronic wind instrument). Alderson, elemento più giovane del quartetto, contribuisce con una tecnica basata su influenze poliritmiche e moderne.











