Porcari, 11 luglio 2026 – Il Pronto Soccorso civico. Sindaco da quasi dieci anni, abituato a stare in trincea, a contatto con i cittadini. A Porcari, tranne neonati e pochi altri (perché gli anziani lo chiamano spesso) il suo numero di telefono cellulare lo hanno quasi tutti. E lui risponde. Filtri? Zero.

Nell’epoca di mail, messaggi social, uffici stampa e molto altro, Lei ha fama di essere sempre disponibile direttamente, come funziona?

«Il Comune per me è la Casa dei cittadini i quali spesso si approcciano con i dipendenti e anche da noi ci sono orari e giorni festivi. E’ vero, a volte può essere faticoso, ma quando una persona mi chiama è perché ha bisogno o ha un problema. Non per parlare del meteo. E siccome questo è il nostro mandato, dettato dalla gente stessa, siamo ad amministrare perché loro lo hanno deciso. Almeno io lo vivo e lo interpreto così. Per questo ho coniato questa espressione, «Pronto Soccorso Civico, un Comune sempre aperto attraverso di me, nel senso che anche nei festivi, se c’è una questione da risolvere la si affronta».

Porcari, 9 mila abitanti, ma solo il sabato e la domenica, perché nei giorni feriali raddoppiate la popolazione per i pendolari del lavoro, come incide tutto ciò sui servizi?