MIAMI – Bellingham e poco altro, ma questi Mondiali li stanno decidendo i giganti e lui lo è, eccome lo è. Haaland è stato invece grande e grosso ma non gigantesco e queste sono le ragioni per cui l’Inghilterra ha vinto (2-1 ai supplementari) e la Norvegia ha perso, anche se non lo avrebbe meritato: ha giocato meglio (o meno peggio) una partita assai bruttarella, ha colpito una traversa e ceduto per una papera del portiere. Se però fosse riuscita a far arrivare a Haaland più dei 21 miseri palloni che ha toccato, magari sarebbe finita diversamente.

La partita

In questa fase a eliminazione tutti si muovono con cautela maniacale, Norvegia e Inghilterra non hanno fatto eccezione, sono stati i più cauti di tutti, ma si sapeva che sarebbe andata così, con i norvegesi a temporeggiare e gli inglesi a tocchettare: in queste partite l’organizzazione vale solo a livello difensivo (non perfetta quella britannica), poi davanti gli allenatori si affidano alla capacità di cogliere l’attimo dei giocatori più bravi. L’ha fatto persino Tuchel, così oltranzista del collettivo che fino all’inizio dei Mondiali meditava di tenere fuori Bellingham. Chissà dove sarebbe l’Inghilterra se il ct fosse stato coerente. Attimi che facessero sospirare non ce ne sono stati per lungo tempo. L’Inghilterra ha palleggiato senza velocità, la Norvegia difeso senza aggressività. Haaland ha toccato tre palloni in mezz’ora (ma il primo tiro in porta della giornata, un possente colpo di testa, era stato suo), mancando di un niente quello che avrebbe potuto cambiare le cose, cioè un passaggio scriteriato di Stones che a momenti combinava la frittata. Nel caldo opprimente di Miami (43 gradi per via dell’umidità al 75%, come se non si sapesse che in Florida a luglio il clima è questo), sugli inglesi è scrosciata una doccia gelata sotto forma di gol di Schjelderup, che si è allungato troppo un pallone per poterlo crossare e pur di calciarlo ha tirato fuori una parabola infida per Pickford. C’è però da dire che da qualche minuto la Norvegia aveva preso l’iniziativa, difatti poco dopo sfiorerà il raddoppio con Sorloth e lo sprecherà sempre con lui, che in un contropiede due contro uno si impapocchierà ingolosito dall’idea di segnare invece che di farlo fare ad Haaland. Cosa fa la brama di gloria, certe volte.