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Enrico Parola

Michele Cinque, regista di «23.000 vite» su Netflix

«Stavo seguendo la Juventa da un anno, dal luglio 2016, quando tutto mi scoppiò in mano: ad agosto 2017 la nave fu sequestrata e fu avviato il processo più lungo mai fatto a una ONG che salva i migranti in mare». La Juventa ne aveva tratti in salvo 23mila, e «23.000 vite» è il titolo che Michele Cinque ha dato al film in uscita venerdì su Neflix, la piattaforma che dal 27 metterà a disposizione in tutta Europa anche il documentario «Juventa» che il quarantaduenne regista e produttore aveva dedicato all’esperienza dell’ONG Jugend Rettet e che è stato anche la base per il film. «Parlando con uno di loro sul ponte della nave, mi avevano colpito lo slancio utopico di quei giovanissimi ragazzi tedeschi pronti a rischiare, i loro sogni, ma anche poi il duro scontro con la realtà, il bene compiuto e i fallimenti. Era questo che volevo illuminare in “Juventa”, più che l’aspetto sensazionalistico dei salvataggi in mare».

Che è invece al centro di «23.000 vite»: «Non è stata una scelta deliberata: all’inizio non volevo neppure fare un film, me l’aveva proposto Christopher Zwickler mentre ero in tournée per la Germania con Juventa, ma non capivo come dare forma a un’esperienza così enorme».