Roma, 11 lug. (askanews) – Il trend non era sfuggito ai giornalisti più attenti, ma ora c’è l’ufficialità: Giorgia Meloni si dedicherà meno ai viaggi internazionali e più alla politica interna. Del resto ormai la campagna elettorale è aperta (le elezioni dovrebbero essere anticipate di qualche mese, all’11 aprile) e il generale Vannacci scalpita e preme a destra dello schieramento di maggioranza. Senza contare che l’ambito europeo e internazionale, che tante soddisfazioni le ha dato nei primi 4 anni di mandato, dopo la “rottura” con Donald Trump non è più confortevole come un tempo, e sicuramente – è il ragionamento suffragato dai dati delle rilevazioni – non paga in termini di consenso.

Dunque un drastico taglio alle trasferte, a partire da Parigi, dove il 13 luglio, alla vigilia della festa nazionale francese, Emmanuel Macron riunirà i volenterosi. A rappresentare il governo italiano sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre il giorno successivo nella capitale arriverà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per presenziare alla tradizionale parata. Ad annunciarlo la stessa Meloni, in conferenza stampa al termine del vertice Nato di Ankara: “Stavolta io, al sesto vertice in tre settimane e mezzo… passo. E voi potete scrivere tutti gli articoli che volete sull’isolamento, il cambio di posizionamento. C’è il disimpegno sull’Ucraina? No, ma neanche me ne posso permettere uno sull’Italia, quindi siccome ho diversi dossier dei quali occuparmi in patria saremo ottimamente rappresentati dal vicepremier, ministro degli Esteri Antonio Tajani e chiaramente andiamo avanti anche in tutta questa parte di lavoro”.