Il tennista serbo Novak Djokovic ha un rituale che quasi nessuno può permettersi: quando vince il torneo di Wimbledon si piega sulle gambe, stacca alcuni fili d’erba dal campo, li assaggia e si mette a masticarli, guardando compiaciuto il pubblico.

Di solito sembra piacergli

Wimbledon è il torneo di tennis più prestigioso al mondo, vinto complessivamente da 120 tennisti e tenniste nella storia, e per questo è quanto meno molto raro che qualcuno lo abbia vinto abbastanza volte da sviluppare addirittura una sua liturgia per celebrare la vittoria. Eppure non sono abbastanza volte per Djokovic: sette, contro le otto di Roger Federer, uno dei suoi più grandi rivali che si è ritirato ormai da quasi quattro anni, detentore del record di vittorie a Wimbledon.

D’altra parte Djokovic è il tennista più vincente di tutti i tempi. Ha vinto tutto quello in cui un tennista può sperare e detiene il record di settimane complessive in cui è stato il numero 1 della classifica mondiale, 428 (il secondo dopo di lui è Federer con 310, parecchio distante). Ma soprattutto, è il tennista che ha vinto più tornei del Grande Slam, i quattro più importanti del tennis, quelli i cui nomi suonano spesso familiari anche ai non appassionati e da cui si definisce la grandezza di un giocatore: oltre a Wimbledon sono Australian Open, Roland Garros e US Open.