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L’incendio che da giovedì sera si è sviluppato nel comune di Los Gallardos, nella regione dell’Andalusia, è uno dei più gravi della storia della Spagna. Almeno 12 persone sono morte e 8 sono ferite, di cui 4 in modo grave. Ci sono poi altre 23 persone che sono considerate disperse, anche se le autorità locali hanno detto che tra loro ci sono cittadini stranieri difficili da contattare che non è detto si trovassero nell’area colpita dall’incendio.
Raramente ci sono stati incendi che hanno fatto un numero maggiore di morti: è capitato nel 1984, a La Gomera, una delle Isole Canarie, e nel 1979 a Lloret de Mar, vicino a Barcellona. Erano morte rispettivamente 20 e 21 persone. L’incendio ha bruciato un’area di più di 66 chilometri quadrati, un’estensione comparabile a quella di una città italiana di medie dimensioni, come Salerno.
L’incendio è ancora attivo, e nella zona sono al lavoro centinaia di pompieri per cercare di controllarlo. Sabato le condizioni meteorologiche sono migliorate un po’, rispetto ai giorni scorsi: il vento che aveva contribuito ad alimentare le fiamme è calato, e il tasso di umidità dell’aria è cresciuto.
Finora i pompieri avevano soprattutto cercato di evitare che l’incendio si propagasse; sabato mattina però il ministro regionale della Sanità e delle Emergenze Antonio Sanz ha detto che grazie alle condizioni un po’ più favorevoli sarà possibile «passare al contrattacco» e provare a spegnerlo.












