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«Come possiamo, noi cittadini senza potere, contribuire a fermare questa entropia della democrazia e della libertà mondiale?». Lo chiediamo a Francesca Albanese, giurista esperta di diritto internazionale e Relatrice speciale Onu sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato, ospite a Messina, al Giardino Corallo, in un incontro organizzato da Coordinamento Messina-Palestina e Carmelo Chitè. Durante il quale, in conversazione con Triestino Mariniello, ordinario di Diritto penale internazionale alla Liverpool John Moores University, la Albanese ha presentato il suo libro “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà” (Rizzoli 2026).«Bisogna innanzi tutto rivalutare il concetto - ci ha detto -, noi abbiamo tantissimo potere ma dobbiamo unirci, dare senso alla polis, tornare alle fondamenta della politica, perché delegarla come avviene non funziona. Il fatto che negli ultimi due anni ci siano state masse di persone in Italia e in altri paesi che sono riuscite a far sentire la propria voce, a manifestare, protestare, chiedere, capire cosa è un genocidio, e vedere i governi che non rispondono vuol dire che c’è un ordine che a noi non è chiaro. E allora a chi rispondono questi governi? Insisto su questa cosa soprattutto qui in Sicilia, dove viene compresa istintivamente meglio, perché è fondamentale che la cultura dell’antimafia di questa regione venga apprezzata e capita anche fuori da essa. Finché c’è omertà e indifferenza, e non si capisce che la vera resistenza comincia con la consapevolezza e l’unione, non si va da nessuna parte. Perché si dovrebbe avere paura a parlare di Palestina anche nelle scuole, insieme ad altri argomenti importanti? Perché, in un contraddittorio, negare il genocidio quando sulla base di studi e di analisi si sa che il genocidio c’è? Dunque, nessuno è inutile, ma bisogna cambiare tutti i giorni, documentarsi e denunciare, perseverare e unirsi».






