Dal palco veneto, il rocker si è esibito in uno spettacolino contro il presidente Usa e contro Netnyahu, rotenado una testa di silicone del tycoon legata a un lazo
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Da qualche tempo, Piero Pelù ha scelto la strada politica per rialzare l’attenzione su di sé, accodandosi al movimento proPal. Questo significa esporsi pubblicamente contro i nemici numero uno del movimento: il capitalismo (e già questo fa molto ridere), il governo Meloni, Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Non necessariamente in quest’ordine, sia chiaro, ma se si vuole continuare ad avere il favore di quella parte di pubblico bisogna restare concentrati su questi obiettivi.E Pelù ha centrato bene l’obiettivo nel corso del suo ultimo concerto a Villafranca di Verona: il rocker toscano è in tour in queste settimane e ogni spettacolo raccoglie un buon numero di spettatori. Ma forse nell’ultima uscita il rocker ha voluto strafare, perché durante una canzone si è presentato con quello che ha detto essere “lo scalpo” di Donald Trump. Si trattava di una testa di silicone legata a un lazo, che il cantante ha fatto roteare con orgoglio davanti al pubblico plaudente. “Eccolo lo scalpo, eccolo qua. Ehi, sembra facile eh ma vallo a prendere tu lo scalpo di quella testa di cazzo di Trump, vai. Vallo a prendere. Senza dimenticare quel grandissimo pezzo di merda di Netanyahu”, ha detto Pelù mentre la testa roteava e in sottofondo andavano le note di “Tex”.







