Il Pakistan guida, con discrezione, gli sforzi per riuscire dove gli altri hanno fallito: un accordo tra Tripoli e Bengasi. Dietro ci sarebbe l'Arabia Saudita, Turchia ed Egitto nel ruolo di garanti, con la Cina sullo sfondo. Un piano c'è e ha preso forma: spartizione dei poteri, ruoli politici e, naturalmente, lo sfruttamento dei giacimenti del petrolio, la vera cassaforte libica
Dopo il fallimento delle Primavere arabe la Libia è oggi spaccata a metà con due governi che si accusano a vicenda di illegittimità. La nazione araba rimane fondamentale per gli equilibri del Mediterraneo e del Nord Africa, ma il percorso di riunificazione appare lungo e complesso. Ad est il Governo di Stabilità Nazionale (GNS) con sede a Bengasi è guidato da Osama Hammad ed amministra la Cirenaica, ma si tratta di un esecutivo fantoccio, totalmente in mano al Feldmaresciallo di Libia Khalifa Haftar, un signore della guerra fornito di esercito privato.












