La sconfitta di misura con la Spagna, nei quarti del Mondiale, é stata il canto del cigno della "Generazione d'oro" del calcio belga, che di ori però non ne ha mai vinti. Thibaut Courtois, costretto da un infortunio ad uscire nel secondo tempo, si è detto orgoglioso di averne fatto parte. Era l'ultima occasione per arrivare ad un titolo importante ed il portierone del Real Madrid ha dovuto guardare, in lacrime, dalla panchina la fine della carriera mondiale di compagni di squadra veterani come Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, al SoFi Stadium di Los Angeles.
Lui 34 anni, De Bruyne 35, Lukaku, 33. Facevano parte della nidiata di calciatori belgi che ha raggiunto la vetta del ranking Fifa per quattro anni di fila tra il 2018 ed il 2021, ma senza raccogliere trofei. Un gruppo di talenti - che includeva anche Eden Hazard, Vincent Kompany e Marouane Fellaini - incapace di imporsi nei momenti decisivi, con il miglior risultato che resta il terzo posto ai Mondiali del 2018. Così il 2-1 finale che l'ha estromesso, ha segnato una storia fin troppo familiare per il Belgio.
Ma Courtois ha insistito sul fatto che la vecchia guardia può guardare indietro con orgoglio al proprio palmarès, sottolineando che in diversi casi, in particolare ai Mondiali del 2018 e agli Europei del 2021, l'eliminazione é arrivata per mano delle squadre che poi hanno vinto. "Nei grandi tornei, quasi sempre abbiamo fatto bene", ha detto Courtois. "Siamo molto orgogliosi di tutto ciò che abbiamo raggiunto. Ovviamente riceviamo molte critiche del tipo 'la generazione d'oro non ha mai vinto niente'. Ma noi siamo il Belgio. Non l'Inghilterra, non la Spagna, né la Francia". Un piccolo Paese di meno di 12 milioni di abitanti, "eppure nel 2018 penso che abbiamo giocato il miglior calcio. Quindi ci sono motivi per essere orgogliosi".










