In Belgio le radio e le televisioni in lingua francese limitano la partecipazione nelle trasmissioni dei politici che hanno idee razziste e antidemocratiche, applicando contro di loro un “cordone sanitario mediatico”, cioè un insieme di regole per ridurre la loro visibilità. È uno dei fattori, anche se non l’unico, per cui nelle regioni del Belgio in cui si parla francese non c’è un partito di estrema destra forte. È una cosa rara in Europa, dove l’estrema destra è in crescita un po’ dappertutto e dove spesso i suoi esponenti riescono a monopolizzare il discorso pubblico.
Questo significa che i politici estremisti non compaiono alla radio e in televisione se le loro affermazioni non possono essere contestualizzate. Non possono né partecipare a dibattiti, quindi, né parlare in diretta. Le loro interviste vengono trasmesse in differita, accompagnate da spiegazioni e correzioni se dicono cose false. Queste regole si applicano anche ai giornali stampati quando trasmettono contenuti non controllabili in tempo reale, per esempio una diretta online.
Il limite non riguarda esclusivamente l’estrema destra, ed è stato usato anche contro un piccolo partito islamista radicale, “Islam”. Non riguarda nemmeno soltanto i politici belgi. Nel 2025 il discorso di Donald Trump durante la sua cerimonia di giuramento come presidente degli Stati Uniti venne trasmesso da RTBF, la televisione pubblica in lingua francese del Belgio, con alcuni minuti di ritardo. Trump ha promosso abusi e politiche violente contro gli stranieri negli Stati Uniti, e fa spessissimo affermazioni razziste. La differita serviva proprio per avere il tempo di correggere o commentare le sue parole.









